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Colombaia - La più amata dagli Italiani - Rassegna stampa





Al 1° posto con 7.052 segnalazioni
, la Colombaia di Trapani - Questo è il risultato finale della Censimento nazionale promosso dal Fai (Fondo ambiente italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Sono 110.444 le segnalazioni arrivate quest'anno in risposta alla richiesta di segnalare cosa rovina i luoghi piu' amati. E' la burocrazia a deturpare il castello della Colombaia di Trapani, le cui fondamenta risalgono ai cartaginesi, la lentezza burocratica ne sta da anni ritardando il recupero.
Riportiamo gli articoli dedicati alla notizia delle maggiori testate nazionali e locali........





RASSEGNA STAMPA


Oltre 110mila contro le brutture d'Italia

Presentati i risultati finali del censimento I Luoghi del Cuore
Fonte: FAI www.fondoambiente.it/

Burocrazia macchinosa, scomparsa di luoghi storici, antenne che deturpano monumenti e paesaggio. In oltre 110mila gli italiani hanno votato le “brutture” che più macchiano il nostro patrimonio d'arte, natura e paesaggio. Oltre 110mila amanti del nostro Paese che si sono mobilitati attivamente a conferma della voglia di cambiamento che serpeggia nella società civile.
Una burocrazia macchinosa e tragicamente lenta che blocca le iniziative più fresche e importanti a difesa del patrimonio d'arte, natura e paesaggio italiano; la miopia della politica che di fronte al piccolo guadagno immediato è pronta a dimenticarsi di pezzi di storia cittadina; antenne dalla crescita smisurata che deturpano gioielli paesaggistici del nostro Paese. I primi tre classificati della 4° edizione del censimento del FAI “I Luoghi del Cuore”, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, da soli bastano a dare un quadro delle “brutture” più odiate dagli italiani.
Primo classificato con 7.052 voti raccolti grazie all' "Associazione Salviamo la Colombaia", sugli oltre 110mila raccolti complessivamente, è il Castello della Colombaia di Trapani, capolavoro le cui fondamenta risalgono addirittura ai Cartaginesi. Il Castello siciliano, a causa di un incredibile intrico burocratico che da anni ne ritarda il recupero, sta subendo un degrado sempre più accentuato. Il Comune di Trapani chiede dal 2002 al Demanio il passaggio di proprietà per affrontare i lavori di restauro e rifunzionalizzazione del forte, ma una lunga e complessa trafila burocratica irta di ostacoli ha finora impedito ogni intervento.
“La burocrazia spesso ci ostacola – conferma la Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi – Anche se disponiamo dei fondi necessari per intervenire, spesso ci troviamo con le mani legate. E' il caso per esempio della spiaggia di Sant'Andrea Apostolo dello Jonio, in provincia di Catanzaro, uno dei beni più votati nella scorsa edizione di I Luoghi del Cuore. Da tempo abbiamo chiesto l'istituzione di un'area protetta, ma attualmente è tutto fermo perché il Comune ha presentato a sua volta un progetto per la realizzazione nell'area di un lungomare carrabile con rotatorie, chioschi e bar che, se realizzato, riempirà la spiaggia di cemento. L'Italia ha i Beni più belli del mondo e gli oltre 110mila voti raccolti dal nostro censimento testimoniano che la società civile ne è consapevole. Non altrettanto si può dire dei nostri decisori”.
Principale motivo, questo, per il quale l'Italia è scesa al sesto posto nella classifica mondiale delle politiche turistiche. Una classifica che, secondo la Presidente Crespi, “l'Italia può scalare rapidamente se si deciderà a sviluppare una seria politica turistica che metta al centro la bellezza dei nostri beni e dei nostri paesaggi, le tradizioni gastronomiche, l'artigianato”.
Sulla stessa linea il Consigliere Delegato e CEO Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, secondo il quale “è fondamentale introdurre nuovi indicatori per valutare la validità delle strategie politiche: qualità della vita, rispetto dell'ambiente, felicità dei cittadini. Il successo di I Luoghi del Cuore dimostra che la gente ha voglia di partecipare per valorizzare il nostro patrimonio d'arte, natura e paesaggio che non solo rappresenta la nostra identità e la nostra unicità, ma che è anche la base di uno sviluppo economico sostenibile”..



I RISULTATI DEL CENSIMENTO
Luoghi del cuore 2009, i più votati
fonte larepubblica.it

L'elenco dei 20 luoghi scelti dagli oltre 110 mila partecipanti alla quarta edizione del censimento indetto dal Fai. In testa alla classifica, il castello della Colombaia di Trapani, in attesa di recupero da anni, la libreria Bocca di Milano e Monte Gennaro nei pressi di Roma (Prodotto da Kataweb)
Castello della Colombaia, Trapani - contro la burocrazia che da anni blocca ogni tentativo di recupero
Al 1° posto con 7.052 segnalazioni, la Colombaia di Trapani, un’antichissima fortezza costruita all’ingresso del porto cittadino. Il nucleo originario sarebbe stato realizzato per motivi militari dal generale cartaginese Amilcare Barca nel II secolo a.C., mentre dalla seconda metà del Trecento la fortezza assunse la forma di castello, con la costruzione della cinta muraria di forma ellittica e dell’annessa torre ottagonale. Con un successivo adattamento della struttura difensiva, nel 1848, la Colombaia diventò un carcere, ricavando all’interno piccole celle e sfruttando il grande cortile centrale.
Dal 1965, anno della chiusura del carcere, la Colombaia è in stato di abbandono e a forte rischio di crollo e all’incuria si sommano gli atti vandalici. L’associazione “Salviamo la Colombaia”, nata nel 1993 per proteggere e valorizzare lo storico castello, stv.repubblica.it/copertina/ecco-i-luoghi-del-cuore/28967i batte per riportarlo al suo antico splendore e ha inviato al FAI l’alto numero di votazioni raccolte. Da anni infatti il Comune di Trapani chiede al Demanio il passaggio di proprietà per poter affrontare i lavori di recupero e trovare una nuova destinazione d’uso compatibile con il monumento, ma un lungo e complesso iter burocratico finora lo ha impedito

Link ai video delle interviste realizzate da repubblica tv:

- intervista al Sindaco di Trapani Girolamo Fazio
http://tv.repubblica.it/copertina/ecco-i-luoghi-del-cuore/28966?video

- IL BILANCIO:

* Marco Magnifico, direttore artistico Fai
http://tv.repubblica.it/copertina/ecco-i-luoghi-del-cuore/28965?video


* Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente Fai

http://tv.repubblica.it/copertina/ecco-i-luoghi-del-cuore/28967?video


 


FAI: DA TRAPANI A MILANO, CITTADINI CONTRO BUROCRAZIA E DEGRADO
Fonte: AGI NEWS

(AGI) - Milano, 3 feb. - Il castello della Colombaia di Trapani, la Libreria Bocca di Milano e il Monte Gennaro di Palombara Sabina, in provincia di Roma: questi i tre luoghi che hanno ricevuto il maggior numero di segnalazioni nella quarta edizione del censimento "I luoghi del cuore", promosso dal Fai (Fondo ambiente italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Sono 110.444 le segnalazioni arrivate quest'anno in risposta alla richiesta di segnalare cosa rovina i luoghi piu' amati. E' la burocrazia a deturpare il castello della Colombaia di Trapani, come denunciato dai voti di 7.052 cittadini: capolavoro le cui fondamenta risalgono ai cartaginesi, l'intrico burocratico ne sta da anni ritardando il recupero.
Nonostante dal 2002 il comune di Trapani chieda al demanio il passaggio di proprieta', finora non e' stato possibile realizzare alcun intervento. "Dobbiamo cheidere ai legislatori di semplificare il processo decisionale, che si e' impantanato": e' l'appello che ha lanciato oggi a Milano in occasione della presentazione dei risultati del censimento l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, secondo il quale l'incapacita' di prendere decisioni in tempi ragionevoli "e' la malattia numero uno del nostro Paese".
Contro la possibile scomparsa della storica libreria Bocca della galleria Vittorio Emanuele di Milano sono arrivate 5.258 segnalazioni: in questo caso il nemico sono i soldi, quelli che mancano a un piccolo negozio per pagare l'insostenibile nuovo contratto di affitto. Il terzo luogo piu' segnalato, il monte Gennaro a Palombara Sabina, e' minacciato invece dalle antenne, alcune gia' esistenti e altre in progetto: sono 4.737 i cittadini che ne hanno chiesto la rimozione. A seguire, gli italiani si sono schierati contro il progetto di abbattimento delle carceri storiche di Trento, per la salvaguardia dell'area militare di Vitinia, nel comune di Roma, e contro il degrado di Villa Sanna a Sassari e della chiesa di San Ruffino a Mongiardino, in provincia di Alessandria. Il piccolo comune di Breme, nel pavese, si e' addirittura coalizzato per la rimozione di una cabina elettrica a fianco della chiesa, mentre i veneziani hanno denunciato in gran numero i motoscafi che sfrecciano nel bacino di San Marco. I "cittadini col cuore", che hanno risposto per la quarta volta alla richiesta del Fai, hanno in media 41 anni e sono in prevalenza donne (51,1% contro un 48,9% di uomini); hanno votato in maggioranza mediante raccolte di firme (40%) o via internet (24,5%); il 21,7% dei votanti ha lasciato la sua segnalazione nelle filiali di Intesa (quella di Bari in piazza Luigi di Savoia la piu' attiva), il 10,5% l'ha inviata per posta, mentre il restante 3,3% rappresenta il parere delle scuole. I piu' "attivi" sono stati i lombardi, con 21.668 segnalazioni, seguiti da Lazio (13.183) e Piemonte (11.791). Abbandono e degrado le principali brutture da cancellare, seguite da cementificazione e burocrazia; tra le segnalazioni, anche parcheggi, strade, sporcizia e rifiuti.

 



Nel cuore degli italiani
Fonte: trapaniok

La Colombaia ha ottenuto un prestigioso riconoscimento nell’ambito del censimento nazionale promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano.
In tanti si sono mobilitati. La politica è intervenuta a più riprese. Adesso arriva pure il riconoscimento del Fondo per l'Ambiente Italiano, la Fondazione che dal 1975 si occupa di salvare e restaurare importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano. La quarta edizione de "I luoghi del cuore", il censimento nazionale promosso dal Fai, ha visto consacrare al primo posto nazionale la Colombaia, come luogo meritevole di essere preservato. I risultati sono stati presentati ieri a Milano. Su oltre 110 mila voti, ben 7.052 sono stati dedicati alla struttura trapanese. Il risultato è stato possibile grazie alla petizione portata avanti dall'Associazione Salviamo la Colombaia. La Fai parla dei problemi della Colombaia come il risultato di "un incredibile intrico burocratico che da anni ne ritarda il recupero" e a causa di questo il Castello "sta subendo un degrado sempre più accentuato". Adesso, con l’acclamazione del più votato “Luogo del cuore” italiano, esiste un elemento in più affinchè si compiano gli ultimi passi per sdemanializzare la Colombaia e cominciare i lavori di recupero.

 



La Colombaia il primo luogo da salvare
di Antonella Vella
Fonte: LASICILIA CRONACA DI TRAPANI 4-02-2009

Il cuore di 7.052 trapanesi ha consegnato alla Colombaia lo scettro di «primo luogo da salvare». Così, dopo l'annuncio di un suo probabile riconoscimento come bene storico - artistico della Sicilia, per l'antica «Signora del mare» arriva un altro plauso.
11 Fondo per l'Ambiente Italiano l'ha, infatti, decretata vincitrice della 4° edizione dei luoghi del cuore, il concorso nazionale che, indicando ciò che rovina gli angoli più belli d'Italia, si prefigge di cancellarne le brutture.
Per lo storico edificio si sono mossi in tanti sperando di contrastare la burocrazia che dal 2003 blocca ogni tentativo di recupero. In classifica anche un'altra trapanese, Selinunte, 105° con 58 voti contro il depuratore. dati del censimento sono stati divulgati, ieri, nel corso di una conferenza che si è svolta a Milano, a cui ha preso parte anche il vicepresidente dell'associazione «Salviamo La Colombaia», Vito Callotta.
A segnalare il caso della Torre sul mare era stata, infatti, proprio l'associazione che, su iniziativa del presidente Luigi Bruno, dopo la raccolta di quasi 7 mila firme per arrestare il degrado del complesso architettonico, si era rivolto al Fai, tramite la delegazione provinciale, guidata da Rita Barraco Platamone. «Non una bruttura, anzi, un capolavoro - è stato definito dal Fai il Castello della Colombaia - le cui fondamenta risalgono addirittura ai Cartaginesi Ma la "bruttura" sta nell'intrico burocratico che ne sta ritardando il restauro e causando un degrado sempre più accentuato». L'interessamento del Fai, che nei prossimi mesi procederà ad un monitoraggio della struttura in modo da poter intervenire concretamente per il suo salvataggio, potrebbe contribuire ad accelerare la procedura di sdemanializzazione del sito e il suo passaggio alla Regione (non più al Comune come comunicato dall'Agenzia del Demanio giorni fa in un incontro con il deputato regionale Livio Marocco).
Tappe fondamentali per la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione dell'immobile. Dal '65, anno della sua chiusura come carcere, la Colombaia è abbandonata e a forte rischio di crollo. Ma all'incuria, a cui si sommano gli atti vandalici, la stanno sottraendo la caparbietà dell'associazione e degli abitanti del capoluogo, a riprova che, quando una mobilitazione personale diventa collettiva, tutto è possibile.



GRAZIE AL «CASTELLO» LA CITTÀ ARRIVA PRIMA
di Marzia D'anna

Fonte: LASICILIA CRONACA DI TRAPANI 4-02-2009
La Colombaia, «luogo del cuore»; forse non era necessario che il Fai,nella sua meritoria azione di salvaguardia e conservazióne dei luoghi d'arte, la ponesse, in Italia, come primo bene da salvare. Per i trapanesi almeno,che amano la forma di questo bastione che si staglia sul mare che rappresenta più di ogni altro il simbolo della città e di cui seguono le sortì da tempo. La Colombaia ha un fascino non è del tutto spiegabile, come tutti i luoghi del cuore. Forse perché separato dalla terraferma e quindi non facilmente raggiungibile se non con una barca ancorché di piccole dimensioni, non solo perché testimone di un passato o di un bene che caratterizza la città, e forse perché simbolo di appartenenza. E tanto sembra vicina, così invece è lontana la possibilità di un suo recupero. Da quando la Sovrintendenza mise in sicurezza il torrione centrale sono passati molti anni e da allora la burocrazia ha fatto solo piccolissimi passi avanti in funzione di un suo recupero. Perché, in questo caso, lo scoglio da superare non è il reperimento di finanziamenti, né la destinazione d'uso, né tanto meno la gestione (che saranno ancora da venire). È invece, sorprendentemente, la proprietà. La proprietà è dell'Agenzia del demanio, retaggio di un passato antico s'insinua nel territorio comunale, lo sovrasta e costringe a perigliose, manovre di aggiramento. La sdemanializzazione - che nulla ha di poetico, neppure per un Castello - quindi sarà ti primo passo per il recupero: finché la proprietà non passerà al Comume o alla Regione (come ora si chiede) non v'è nulla da fare. Resterà solo un «bene del cuore». I recenti interventi dei politici che lo tirano da una parte e dall'altra - Comune, per il sindaco; Regione, per l'on. Marrocco - seguono infine una logica e un obiettivo comune, strapparlo dalle grinfie di uno Stato che non sa che farsene e che non potrebbe neppure recuperarlo. Intanto, alla città e ai suoi volenterosi sostenitori, non resta che accontentarsi - almeno con la Colombaia - di essere arrivata primi.




Trapani, Colombaia da salvare. Prima nel censimento del Fai
di Mario Torrente
Fonte: Giornale di Sicilia ed. di Trapani - 04/02/2009

La Colombaia di Trapani diventa un «luogo del cuore». L'antico castello, simbolo del legame della città con il suo mare, si è classificato al primo posto nel censimento promosso da Fai, il Fondo italiano per l'ambiente, che Ogni anno organizza un referendum nazionale sui luoghi in rovina e le «brutture» da abbattere (o di cui evitare la costruzione). Ma quest'anno, per la prima volta, è stato individuato un monumento non da demolire, ma bensì da recuperare e valorizzare. I riflettori del Fai sono stati
puntati proprio sul Castello della Colombaia che, con 7.052 preferenze, è stato il più votato in tutta Italia. Ed è stata proprio la mobilitazione dei cittadini trapanesi a sollecitare l'intervento dei Fondo per l'ambiente. L'antica torre di Peliade, che si erge in un isolotto all'imboccatura del porto di Trapani, da decenni è in stato di degrado e abbandono, e per di più a rischio crollo in diverse parti. Da anni si parla del suo recupero. Ma non si è riusciti ad andare oltre proclami ed annunci. Il Castello continua a sbriciolarsi lentamente, perdendo «pezzi» di giorni in giorno. In città è pure nata una associazione, «Salviamo la Colombaia», che ha raccolto migliaia di firme per chiedere un intervento delle istituzioni per scongiurare il crollo della struttura. E nelle motivazioni del censimento del 2008, i cui risultati sono stati illustrati ieri a Milano, il Fai parla di un «capolavoro le cui fondamenta risalgono ai Cartaginesi. Ma la bruttura sta nell'intrico burocratico che ne sta da anni ritardando il recupero e causando di conseguenza un degrado sempre più accentuato», si legge nella nota. Finora non si è potuto intervenire a causa della mancata sdemanilizzazione. Da anni di parla del passaggio della proprietà del bene dal Demanio al Comune di Trapani. Ma l'iter non è stato mai ultimato, è rimasto impantanato nelle sabbie mobili della burocrazia. Nel 2003 fu pure sottoscritto un apposito protocollo di intesa: l'accordo prevedeva il passaggio dell'isolotto e dell'edificio al Comune di Trapani, con contropartita la cessione al Demanio del Lazzaretto. Ma questo «scambio» di bene non è stato mai definito. L'ultimo colpo di scena in questa intrigata vicenda è arrivato pochi giorni addietro nel corso di una riunione a Palermo dell'Agenzia del Demanio per capire i motivi dei ritardi nella sdemanializzazione, che a quanto pare sarebbero riconducibili ad alcuni errori nel protocollo firmato nel 2003. Tutto da rifare dunque. L'Agenzia del Demanio a questo punto decide di intraprendere una strada differente, ovvero il passaggio della proprietà della Colombaia alla Regione ed il riconoscimento dello status di bene storico-artistico della Sicilia. Il che dovrebbe spianarne l'iter per il recupero. O almeno cosi si spera. Si resta in attesa di un apposito decreto. Solo a questo punto si potrà incominciare a parlare di recupero e soprattutto del reperimento dei finanziamenti necessari, che al momento mancano. La priorità resta comunque la messa in sicurezza dell'edificio. La Colombaia risale al secondo secolo a.C. Il nucleo originario sarebbe stato realizzato per motivi militari dal generale cartaginese Amilcare Barca, mentre dalia seconda metà del Trecento la fortezza assunse la forma di castello, con la costruzione della cìnta muraria di forma ellittica e dell'annessa torre ottagonale. Con un successivo adattamento della struttura difensiva, nel 1848, la Colombaia diventò un carcere, che venne chiuso nel 1965. Da allora la struttura è abbandonata al suo destino di degrado e incuria.



La Colombaia su Repubblica.it
Fonte: www.comune.trapani.it

4 Febbraio 2009 - La complessa vicenda burocratica legata alla richiesta dell’Amministrazione Comunale di acquisire il Castello della Colombaia al proprio patrimonio è stata affrontata nel corso della conferenza stampa del FAI tenutasi ieri a Milano per presentare i risultati della quarta edizione del censimento “I luoghi del cuore” ed è al centro di un reportage di Repubblica.it dal titolo “Il luogo del cuore? La Colombaia di Trapani”.
A trattare l’argomento è stato il Sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, che ha messo in evidenza come il Comune sin dal 2002 abbia richiesto l’avvio delle procedure per la sdemanializzazione della Colombaia e l’acquisizione al patrimonio comunale.
Com’è noto, dopo la conferenza di servizi tenutasi a luglio 2003 per la perimetrazione dell’Autorità Portuale di Trapani, l’iter sembrava giunto ad una definizione: presenti tutti i soggetti interessati (Ministero delle Infrastrutture, Agenzia del Demanio, Regione Siciliana, Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, Comune di Trapani), era stato stabilito il trasferimento della Colombaia al patrimonio comunale, a seguito di permuta.

Senonché, quando il passaggio sembrava ormai scontato, essendo stato, appunto, acquisito in sede di conferenza di servizi l’assenso di tutti gli Enti, la Regione, attraverso il suo Assessore alla Presidenza, aveva fatto marcia indietro, manifestando interesse per l’acquisizione della Colombaia al patrimonio regionale. Il Sindaco Fazio, a quel punto, aveva più volte scritto alla Regione, ribadendo la disponibilità del Comune ad acquisire la Colombaia, evidenziando nel contempo il grave stato di degrado dell’immobile e sollecitando interventi di recupero. Ma tutto era rimasto fermo. Non si dava seguito all’esito della conferenza di servizi, ne’ la Regione provvedeva realmente all’acquisizione del bene al proprio patrimonio.

Nel 2005 il nuovo Assessore alla Presidenza aveva formalmente rilasciato il nulla osta della Regione, affinché la Colombaia potesse essere acquisita al patrimonio comunale. Ancora una volta tutto sembravano superati tutti gli ostacoli ed il Sindaco aveva sollecitato ripetutamente l’Autorità Portuale all’attuazione di quanto previsto dalla conferenza di servizi.

Ad ottobre 2008, com’è noto, l’Autorità Portuale era stata soppressa con decreto del Presidente della Repubblica. Nominato il commissario liquidatore, il Sindaco gli aveva chiesto l’attuazione dei risultati della conferenza di servizi, ritenendolo un atto ordinario, quindi rientrante nelle competenze dell’Autorità, seppure in liquidazione. Il commissario liquidatore aveva espresso perplessità, investendo della questione il Ministero che aveva sostanzialmente invitato il Commissario a mettere in atto le iniziative per dare seguito all’esito della conferenza di servizi. Il Sindaco aveva chiesto anche l’intervento del Prefetto, per dirimere la questione, nonché dell’Agenzia del Demanio e della Capitaneria di Porto. A settembre scorso si era tenuta una riunione in Prefettura, nel corso del quale erano state stabilite le modalità per la ripresa dell’iter. In pratica, si sarebbe dovuto dare seguito alle previsioni della conferenza di servizi del luglio 2003 (acquisizione della Colombaia al patrimonio comunale attraverso la permuta con altro immobile di proprietà del Comune). Si era determinato un altro problema, a causa del fatto che la Provincia Regionale di Trapani nel 2003, a seguito della conferenza di servizi, aveva avanzato istanza di accesso agli atti e di partecipazione al procedimento, bloccando anch’essa in questo modo l’iter.

Dopo la riunione in Prefettura, nel corso della quale anche la Provincia, dopo la Regione, aveva espresso la propria rinuncia, Agenzia del Demanio e Capitaneria, ciascuno per le proprie competenze, avevano ripreso il percorso che avrebbe dovuto portare alla sdemanializzazione della Colombaia. Il Comune aveva riconfermato la propria volontà di acquisire l’immobile a seguito di permuta con altro di sua proprietà.
Investita nuovamente della questione, la Regione Siciliana decideva di dichiarare la Colombaia bene di interesse culturale. “Mi auguro – ha detto il Sindaco Fazio – che si sia giunti alle battute finali di una vicenda che pone in tutta la sua evidenza le difficoltà determinate da ritardi, disinteresse, omissioni e che rischiano di fare crollare un immobile che è il simbolo della nostra città”. La Regione Siciliana ha emesso il decreto con cui la Colombaia viene dichiarata bene di interesse culturale: “E’ un primo passo – ha detto Fazio – per l’acquisizione al patrimonio della Regione. Spero che ciò possa contribuire all’avvio di interventi per salvare la Colombaia”.

Il Fai aveva chiesto di segnalare le “brutture d’Italia” da cancellare, quei luoghi che versano in stato di abbandono e che invece, per il loro valore, dovrebbero essere recuperati e valorizzati. La Colombaia è risultata al primo posto dei luoghi segnalati con oltre 7.000 voti. Della raccolta delle firme si era fatta promotrice l'associazione "Salviamo La Colombaia"





Colombaia - La più amata dagli Italiani - Rassegna stampa





Al 1° posto con 7.052 segnalazioni
, la Colombaia di Trapani - Questo è il risultato finale della Censimento nazionale promosso dal Fai (Fondo ambiente italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Sono 110.444 le segnalazioni arrivate quest'anno in risposta alla richiesta di segnalare cosa rovina i luoghi piu' amati. E' la burocrazia a deturpare il castello della Colombaia di Trapani, le cui fondamenta risalgono ai cartaginesi, la lentezza burocratica ne sta da anni ritardando il recupero.
Riportiamo gli articoli dedicati alla notizia delle maggiori testate nazionali e locali........





RASSEGNA STAMPA


Oltre 110mila contro le brutture d'Italia

Presentati i risultati finali del censimento I Luoghi del Cuore
Fonte: FAI www.fondoambiente.it/

Burocrazia macchinosa, scomparsa di luoghi storici, antenne che deturpano monumenti e paesaggio. In oltre 110mila gli italiani hanno votato le “brutture” che più macchiano il nostro patrimonio d'arte, natura e paesaggio. Oltre 110mila amanti del nostro Paese che si sono mobilitati attivamente a conferma della voglia di cambiamento che serpeggia nella società civile.
Una burocrazia macchinosa e tragicamente lenta che blocca le iniziative più fresche e importanti a difesa del patrimonio d'arte, natura e paesaggio italiano; la miopia della politica che di fronte al piccolo guadagno immediato è pronta a dimenticarsi di pezzi di storia cittadina; antenne dalla crescita smisurata che deturpano gioielli paesaggistici del nostro Paese. I primi tre classificati della 4° edizione del censimento del FAI “I Luoghi del Cuore”, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, da soli bastano a dare un quadro delle “brutture” più odiate dagli italiani.
Primo classificato con 7.052 voti raccolti grazie all' "Associazione Salviamo la Colombaia", sugli oltre 110mila raccolti complessivamente, è il Castello della Colombaia di Trapani, capolavoro le cui fondamenta risalgono addirittura ai Cartaginesi. Il Castello siciliano, a causa di un incredibile intrico burocratico che da anni ne ritarda il recupero, sta subendo un degrado sempre più accentuato. Il Comune di Trapani chiede dal 2002 al Demanio il passaggio di proprietà per affrontare i lavori di restauro e rifunzionalizzazione del forte, ma una lunga e complessa trafila burocratica irta di ostacoli ha finora impedito ogni intervento.
“La burocrazia spesso ci ostacola – conferma la Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi – Anche se disponiamo dei fondi necessari per intervenire, spesso ci troviamo con le mani legate. E' il caso per esempio della spiaggia di Sant'Andrea Apostolo dello Jonio, in provincia di Catanzaro, uno dei beni più votati nella scorsa edizione di I Luoghi del Cuore. Da tempo abbiamo chiesto l'istituzione di un'area protetta, ma attualmente è tutto fermo perché il Comune ha presentato a sua volta un progetto per la realizzazione nell'area di un lungomare carrabile con rotatorie, chioschi e bar che, se realizzato, riempirà la spiaggia di cemento. L'Italia ha i Beni più belli del mondo e gli oltre 110mila voti raccolti dal nostro censimento testimoniano che la società civile ne è consapevole. Non altrettanto si può dire dei nostri decisori”.
Principale motivo, questo, per il quale l'Italia è scesa al sesto posto nella classifica mondiale delle politiche turistiche. Una classifica che, secondo la Presidente Crespi, “l'Italia può scalare rapidamente se si deciderà a sviluppare una seria politica turistica che metta al centro la bellezza dei nostri beni e dei nostri paesaggi, le tradizioni gastronomiche, l'artigianato”.
Sulla stessa linea il Consigliere Delegato e CEO Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, secondo il quale “è fondamentale introdurre nuovi indicatori per valutare la validità delle strategie politiche: qualità della vita, rispetto dell'ambiente, felicità dei cittadini. Il successo di I Luoghi del Cuore dimostra che la gente ha voglia di partecipare per valorizzare il nostro patrimonio d'arte, natura e paesaggio che non solo rappresenta la nostra identità e la nostra unicità, ma che è anche la base di uno sviluppo economico sostenibile”..



I RISULTATI DEL CENSIMENTO
Luoghi del cuore 2009, i più votati
fonte larepubblica.it

L'elenco dei 20 luoghi scelti dagli oltre 110 mila partecipanti alla quarta edizione del censimento indetto dal Fai. In testa alla classifica, il castello della Colombaia di Trapani, in attesa di recupero da anni, la libreria Bocca di Milano e Monte Gennaro nei pressi di Roma (Prodotto da Kataweb)
Castello della Colombaia, Trapani - contro la burocrazia che da anni blocca ogni tentativo di recupero
Al 1° posto con 7.052 segnalazioni, la Colombaia di Trapani, un’antichissima fortezza costruita all’ingresso del porto cittadino. Il nucleo originario sarebbe stato realizzato per motivi militari dal generale cartaginese Amilcare Barca nel II secolo a.C., mentre dalla seconda metà del Trecento la fortezza assunse la forma di castello, con la costruzione della cinta muraria di forma ellittica e dell’annessa torre ottagonale. Con un successivo adattamento della struttura difensiva, nel 1848, la Colombaia diventò un carcere, ricavando all’interno piccole celle e sfruttando il grande cortile centrale.
Dal 1965, anno della chiusura del carcere, la Colombaia è in stato di abbandono e a forte rischio di crollo e all’incuria si sommano gli atti vandalici. L’associazione “Salviamo la Colombaia”, nata nel 1993 per proteggere e valorizzare lo storico castello, stv.repubblica.it/copertina/ecco-i-luoghi-del-cuore/28967i batte per riportarlo al suo antico splendore e ha inviato al FAI l’alto numero di votazioni raccolte. Da anni infatti il Comune di Trapani chiede al Demanio il passaggio di proprietà per poter affrontare i lavori di recupero e trovare una nuova destinazione d’uso compatibile con il monumento, ma un lungo e complesso iter burocratico finora lo ha impedito

Link ai video delle interviste realizzate da repubblica tv:

- intervista al Sindaco di Trapani Girolamo Fazio
http://tv.repubblica.it/copertina/ecco-i-luoghi-del-cuore/28966?video

- IL BILANCIO:

* Marco Magnifico, direttore artistico Fai
http://tv.repubblica.it/copertina/ecco-i-luoghi-del-cuore/28965?video


* Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente Fai

http://tv.repubblica.it/copertina/ecco-i-luoghi-del-cuore/28967?video


 


FAI: DA TRAPANI A MILANO, CITTADINI CONTRO BUROCRAZIA E DEGRADO
Fonte: AGI NEWS

(AGI) - Milano, 3 feb. - Il castello della Colombaia di Trapani, la Libreria Bocca di Milano e il Monte Gennaro di Palombara Sabina, in provincia di Roma: questi i tre luoghi che hanno ricevuto il maggior numero di segnalazioni nella quarta edizione del censimento "I luoghi del cuore", promosso dal Fai (Fondo ambiente italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Sono 110.444 le segnalazioni arrivate quest'anno in risposta alla richiesta di segnalare cosa rovina i luoghi piu' amati. E' la burocrazia a deturpare il castello della Colombaia di Trapani, come denunciato dai voti di 7.052 cittadini: capolavoro le cui fondamenta risalgono ai cartaginesi, l'intrico burocratico ne sta da anni ritardando il recupero.
Nonostante dal 2002 il comune di Trapani chieda al demanio il passaggio di proprieta', finora non e' stato possibile realizzare alcun intervento. "Dobbiamo cheidere ai legislatori di semplificare il processo decisionale, che si e' impantanato": e' l'appello che ha lanciato oggi a Milano in occasione della presentazione dei risultati del censimento l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, secondo il quale l'incapacita' di prendere decisioni in tempi ragionevoli "e' la malattia numero uno del nostro Paese".
Contro la possibile scomparsa della storica libreria Bocca della galleria Vittorio Emanuele di Milano sono arrivate 5.258 segnalazioni: in questo caso il nemico sono i soldi, quelli che mancano a un piccolo negozio per pagare l'insostenibile nuovo contratto di affitto. Il terzo luogo piu' segnalato, il monte Gennaro a Palombara Sabina, e' minacciato invece dalle antenne, alcune gia' esistenti e altre in progetto: sono 4.737 i cittadini che ne hanno chiesto la rimozione. A seguire, gli italiani si sono schierati contro il progetto di abbattimento delle carceri storiche di Trento, per la salvaguardia dell'area militare di Vitinia, nel comune di Roma, e contro il degrado di Villa Sanna a Sassari e della chiesa di San Ruffino a Mongiardino, in provincia di Alessandria. Il piccolo comune di Breme, nel pavese, si e' addirittura coalizzato per la rimozione di una cabina elettrica a fianco della chiesa, mentre i veneziani hanno denunciato in gran numero i motoscafi che sfrecciano nel bacino di San Marco. I "cittadini col cuore", che hanno risposto per la quarta volta alla richiesta del Fai, hanno in media 41 anni e sono in prevalenza donne (51,1% contro un 48,9% di uomini); hanno votato in maggioranza mediante raccolte di firme (40%) o via internet (24,5%); il 21,7% dei votanti ha lasciato la sua segnalazione nelle filiali di Intesa (quella di Bari in piazza Luigi di Savoia la piu' attiva), il 10,5% l'ha inviata per posta, mentre il restante 3,3% rappresenta il parere delle scuole. I piu' "attivi" sono stati i lombardi, con 21.668 segnalazioni, seguiti da Lazio (13.183) e Piemonte (11.791). Abbandono e degrado le principali brutture da cancellare, seguite da cementificazione e burocrazia; tra le segnalazioni, anche parcheggi, strade, sporcizia e rifiuti.

 



Nel cuore degli italiani
Fonte: trapaniok

La Colombaia ha ottenuto un prestigioso riconoscimento nell’ambito del censimento nazionale promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano.
In tanti si sono mobilitati. La politica è intervenuta a più riprese. Adesso arriva pure il riconoscimento del Fondo per l'Ambiente Italiano, la Fondazione che dal 1975 si occupa di salvare e restaurare importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano. La quarta edizione de "I luoghi del cuore", il censimento nazionale promosso dal Fai, ha visto consacrare al primo posto nazionale la Colombaia, come luogo meritevole di essere preservato. I risultati sono stati presentati ieri a Milano. Su oltre 110 mila voti, ben 7.052 sono stati dedicati alla struttura trapanese. Il risultato è stato possibile grazie alla petizione portata avanti dall'Associazione Salviamo la Colombaia. La Fai parla dei problemi della Colombaia come il risultato di "un incredibile intrico burocratico che da anni ne ritarda il recupero" e a causa di questo il Castello "sta subendo un degrado sempre più accentuato". Adesso, con l’acclamazione del più votato “Luogo del cuore” italiano, esiste un elemento in più affinchè si compiano gli ultimi passi per sdemanializzare la Colombaia e cominciare i lavori di recupero.

 



La Colombaia il primo luogo da salvare
di Antonella Vella
Fonte: LASICILIA CRONACA DI TRAPANI 4-02-2009

Il cuore di 7.052 trapanesi ha consegnato alla Colombaia lo scettro di «primo luogo da salvare». Così, dopo l'annuncio di un suo probabile riconoscimento come bene storico - artistico della Sicilia, per l'antica «Signora del mare» arriva un altro plauso.
11 Fondo per l'Ambiente Italiano l'ha, infatti, decretata vincitrice della 4° edizione dei luoghi del cuore, il concorso nazionale che, indicando ciò che rovina gli angoli più belli d'Italia, si prefigge di cancellarne le brutture.
Per lo storico edificio si sono mossi in tanti sperando di contrastare la burocrazia che dal 2003 blocca ogni tentativo di recupero. In classifica anche un'altra trapanese, Selinunte, 105° con 58 voti contro il depuratore. dati del censimento sono stati divulgati, ieri, nel corso di una conferenza che si è svolta a Milano, a cui ha preso parte anche il vicepresidente dell'associazione «Salviamo La Colombaia», Vito Callotta.
A segnalare il caso della Torre sul mare era stata, infatti, proprio l'associazione che, su iniziativa del presidente Luigi Bruno, dopo la raccolta di quasi 7 mila firme per arrestare il degrado del complesso architettonico, si era rivolto al Fai, tramite la delegazione provinciale, guidata da Rita Barraco Platamone. «Non una bruttura, anzi, un capolavoro - è stato definito dal Fai il Castello della Colombaia - le cui fondamenta risalgono addirittura ai Cartaginesi Ma la "bruttura" sta nell'intrico burocratico che ne sta ritardando il restauro e causando un degrado sempre più accentuato». L'interessamento del Fai, che nei prossimi mesi procederà ad un monitoraggio della struttura in modo da poter intervenire concretamente per il suo salvataggio, potrebbe contribuire ad accelerare la procedura di sdemanializzazione del sito e il suo passaggio alla Regione (non più al Comune come comunicato dall'Agenzia del Demanio giorni fa in un incontro con il deputato regionale Livio Marocco).
Tappe fondamentali per la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione dell'immobile. Dal '65, anno della sua chiusura come carcere, la Colombaia è abbandonata e a forte rischio di crollo. Ma all'incuria, a cui si sommano gli atti vandalici, la stanno sottraendo la caparbietà dell'associazione e degli abitanti del capoluogo, a riprova che, quando una mobilitazione personale diventa collettiva, tutto è possibile.



GRAZIE AL «CASTELLO» LA CITTÀ ARRIVA PRIMA
di Marzia D'anna

Fonte: LASICILIA CRONACA DI TRAPANI 4-02-2009
La Colombaia, «luogo del cuore»; forse non era necessario che il Fai,nella sua meritoria azione di salvaguardia e conservazióne dei luoghi d'arte, la ponesse, in Italia, come primo bene da salvare. Per i trapanesi almeno,che amano la forma di questo bastione che si staglia sul mare che rappresenta più di ogni altro il simbolo della città e di cui seguono le sortì da tempo. La Colombaia ha un fascino non è del tutto spiegabile, come tutti i luoghi del cuore. Forse perché separato dalla terraferma e quindi non facilmente raggiungibile se non con una barca ancorché di piccole dimensioni, non solo perché testimone di un passato o di un bene che caratterizza la città, e forse perché simbolo di appartenenza. E tanto sembra vicina, così invece è lontana la possibilità di un suo recupero. Da quando la Sovrintendenza mise in sicurezza il torrione centrale sono passati molti anni e da allora la burocrazia ha fatto solo piccolissimi passi avanti in funzione di un suo recupero. Perché, in questo caso, lo scoglio da superare non è il reperimento di finanziamenti, né la destinazione d'uso, né tanto meno la gestione (che saranno ancora da venire). È invece, sorprendentemente, la proprietà. La proprietà è dell'Agenzia del demanio, retaggio di un passato antico s'insinua nel territorio comunale, lo sovrasta e costringe a perigliose, manovre di aggiramento. La sdemanializzazione - che nulla ha di poetico, neppure per un Castello - quindi sarà ti primo passo per il recupero: finché la proprietà non passerà al Comume o alla Regione (come ora si chiede) non v'è nulla da fare. Resterà solo un «bene del cuore». I recenti interventi dei politici che lo tirano da una parte e dall'altra - Comune, per il sindaco; Regione, per l'on. Marrocco - seguono infine una logica e un obiettivo comune, strapparlo dalle grinfie di uno Stato che non sa che farsene e che non potrebbe neppure recuperarlo. Intanto, alla città e ai suoi volenterosi sostenitori, non resta che accontentarsi - almeno con la Colombaia - di essere arrivata primi.




Trapani, Colombaia da salvare. Prima nel censimento del Fai
di Mario Torrente
Fonte: Giornale di Sicilia ed. di Trapani - 04/02/2009

La Colombaia di Trapani diventa un «luogo del cuore». L'antico castello, simbolo del legame della città con il suo mare, si è classificato al primo posto nel censimento promosso da Fai, il Fondo italiano per l'ambiente, che Ogni anno organizza un referendum nazionale sui luoghi in rovina e le «brutture» da abbattere (o di cui evitare la costruzione). Ma quest'anno, per la prima volta, è stato individuato un monumento non da demolire, ma bensì da recuperare e valorizzare. I riflettori del Fai sono stati
puntati proprio sul Castello della Colombaia che, con 7.052 preferenze, è stato il più votato in tutta Italia. Ed è stata proprio la mobilitazione dei cittadini trapanesi a sollecitare l'intervento dei Fondo per l'ambiente. L'antica torre di Peliade, che si erge in un isolotto all'imboccatura del porto di Trapani, da decenni è in stato di degrado e abbandono, e per di più a rischio crollo in diverse parti. Da anni si parla del suo recupero. Ma non si è riusciti ad andare oltre proclami ed annunci. Il Castello continua a sbriciolarsi lentamente, perdendo «pezzi» di giorni in giorno. In città è pure nata una associazione, «Salviamo la Colombaia», che ha raccolto migliaia di firme per chiedere un intervento delle istituzioni per scongiurare il crollo della struttura. E nelle motivazioni del censimento del 2008, i cui risultati sono stati illustrati ieri a Milano, il Fai parla di un «capolavoro le cui fondamenta risalgono ai Cartaginesi. Ma la bruttura sta nell'intrico burocratico che ne sta da anni ritardando il recupero e causando di conseguenza un degrado sempre più accentuato», si legge nella nota. Finora non si è potuto intervenire a causa della mancata sdemanilizzazione. Da anni di parla del passaggio della proprietà del bene dal Demanio al Comune di Trapani. Ma l'iter non è stato mai ultimato, è rimasto impantanato nelle sabbie mobili della burocrazia. Nel 2003 fu pure sottoscritto un apposito protocollo di intesa: l'accordo prevedeva il passaggio dell'isolotto e dell'edificio al Comune di Trapani, con contropartita la cessione al Demanio del Lazzaretto. Ma questo «scambio» di bene non è stato mai definito. L'ultimo colpo di scena in questa intrigata vicenda è arrivato pochi giorni addietro nel corso di una riunione a Palermo dell'Agenzia del Demanio per capire i motivi dei ritardi nella sdemanializzazione, che a quanto pare sarebbero riconducibili ad alcuni errori nel protocollo firmato nel 2003. Tutto da rifare dunque. L'Agenzia del Demanio a questo punto decide di intraprendere una strada differente, ovvero il passaggio della proprietà della Colombaia alla Regione ed il riconoscimento dello status di bene storico-artistico della Sicilia. Il che dovrebbe spianarne l'iter per il recupero. O almeno cosi si spera. Si resta in attesa di un apposito decreto. Solo a questo punto si potrà incominciare a parlare di recupero e soprattutto del reperimento dei finanziamenti necessari, che al momento mancano. La priorità resta comunque la messa in sicurezza dell'edificio. La Colombaia risale al secondo secolo a.C. Il nucleo originario sarebbe stato realizzato per motivi militari dal generale cartaginese Amilcare Barca, mentre dalia seconda metà del Trecento la fortezza assunse la forma di castello, con la costruzione della cìnta muraria di forma ellittica e dell'annessa torre ottagonale. Con un successivo adattamento della struttura difensiva, nel 1848, la Colombaia diventò un carcere, che venne chiuso nel 1965. Da allora la struttura è abbandonata al suo destino di degrado e incuria.



La Colombaia su Repubblica.it
Fonte: www.comune.trapani.it

4 Febbraio 2009 - La complessa vicenda burocratica legata alla richiesta dell’Amministrazione Comunale di acquisire il Castello della Colombaia al proprio patrimonio è stata affrontata nel corso della conferenza stampa del FAI tenutasi ieri a Milano per presentare i risultati della quarta edizione del censimento “I luoghi del cuore” ed è al centro di un reportage di Repubblica.it dal titolo “Il luogo del cuore? La Colombaia di Trapani”.
A trattare l’argomento è stato il Sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, che ha messo in evidenza come il Comune sin dal 2002 abbia richiesto l’avvio delle procedure per la sdemanializzazione della Colombaia e l’acquisizione al patrimonio comunale.
Com’è noto, dopo la conferenza di servizi tenutasi a luglio 2003 per la perimetrazione dell’Autorità Portuale di Trapani, l’iter sembrava giunto ad una definizione: presenti tutti i soggetti interessati (Ministero delle Infrastrutture, Agenzia del Demanio, Regione Siciliana, Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, Comune di Trapani), era stato stabilito il trasferimento della Colombaia al patrimonio comunale, a seguito di permuta.

Senonché, quando il passaggio sembrava ormai scontato, essendo stato, appunto, acquisito in sede di conferenza di servizi l’assenso di tutti gli Enti, la Regione, attraverso il suo Assessore alla Presidenza, aveva fatto marcia indietro, manifestando interesse per l’acquisizione della Colombaia al patrimonio regionale. Il Sindaco Fazio, a quel punto, aveva più volte scritto alla Regione, ribadendo la disponibilità del Comune ad acquisire la Colombaia, evidenziando nel contempo il grave stato di degrado dell’immobile e sollecitando interventi di recupero. Ma tutto era rimasto fermo. Non si dava seguito all’esito della conferenza di servizi, ne’ la Regione provvedeva realmente all’acquisizione del bene al proprio patrimonio.

Nel 2005 il nuovo Assessore alla Presidenza aveva formalmente rilasciato il nulla osta della Regione, affinché la Colombaia potesse essere acquisita al patrimonio comunale. Ancora una volta tutto sembravano superati tutti gli ostacoli ed il Sindaco aveva sollecitato ripetutamente l’Autorità Portuale all’attuazione di quanto previsto dalla conferenza di servizi.

Ad ottobre 2008, com’è noto, l’Autorità Portuale era stata soppressa con decreto del Presidente della Repubblica. Nominato il commissario liquidatore, il Sindaco gli aveva chiesto l’attuazione dei risultati della conferenza di servizi, ritenendolo un atto ordinario, quindi rientrante nelle competenze dell’Autorità, seppure in liquidazione. Il commissario liquidatore aveva espresso perplessità, investendo della questione il Ministero che aveva sostanzialmente invitato il Commissario a mettere in atto le iniziative per dare seguito all’esito della conferenza di servizi. Il Sindaco aveva chiesto anche l’intervento del Prefetto, per dirimere la questione, nonché dell’Agenzia del Demanio e della Capitaneria di Porto. A settembre scorso si era tenuta una riunione in Prefettura, nel corso del quale erano state stabilite le modalità per la ripresa dell’iter. In pratica, si sarebbe dovuto dare seguito alle previsioni della conferenza di servizi del luglio 2003 (acquisizione della Colombaia al patrimonio comunale attraverso la permuta con altro immobile di proprietà del Comune). Si era determinato un altro problema, a causa del fatto che la Provincia Regionale di Trapani nel 2003, a seguito della conferenza di servizi, aveva avanzato istanza di accesso agli atti e di partecipazione al procedimento, bloccando anch’essa in questo modo l’iter.

Dopo la riunione in Prefettura, nel corso della quale anche la Provincia, dopo la Regione, aveva espresso la propria rinuncia, Agenzia del Demanio e Capitaneria, ciascuno per le proprie competenze, avevano ripreso il percorso che avrebbe dovuto portare alla sdemanializzazione della Colombaia. Il Comune aveva riconfermato la propria volontà di acquisire l’immobile a seguito di permuta con altro di sua proprietà.
Investita nuovamente della questione, la Regione Siciliana decideva di dichiarare la Colombaia bene di interesse culturale. “Mi auguro – ha detto il Sindaco Fazio – che si sia giunti alle battute finali di una vicenda che pone in tutta la sua evidenza le difficoltà determinate da ritardi, disinteresse, omissioni e che rischiano di fare crollare un immobile che è il simbolo della nostra città”. La Regione Siciliana ha emesso il decreto con cui la Colombaia viene dichiarata bene di interesse culturale: “E’ un primo passo – ha detto Fazio – per l’acquisizione al patrimonio della Regione. Spero che ciò possa contribuire all’avvio di interventi per salvare la Colombaia”.

Il Fai aveva chiesto di segnalare le “brutture d’Italia” da cancellare, quei luoghi che versano in stato di abbandono e che invece, per il loro valore, dovrebbero essere recuperati e valorizzati. La Colombaia è risultata al primo posto dei luoghi segnalati con oltre 7.000 voti. Della raccolta delle firme si era fatta promotrice l'associazione "Salviamo La Colombaia"





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