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La Colombara di Trapani

di Alberto Costantino

 

Premessa

Il viaggio nel tempo è cominciato circa dieci anni fa, quando alcuni ragazzini della scuola elementare e media che frequentavano la biblioteca, continuavano a chiedere notizie storiche della fortezza situata all'entrata del porto. Le note bibliografiche che si riuscivano a trovare erano frammentarie e non soddisfacenti, a meno di non fare una vera e lunga ricerca. Per dei ragazzi non era il caso.

Da quel momento, il mio obiettivo divenne la realizzazione di un saggio sulla Colombaia. Ad oggi né ho già realizzato tre, ma ahimè incomplete. Nel frattempo sono state date alle stampe numerose raccolte su i castelli e fortezze siciliani dove anche la Colombara è stata oggetto di studio attento, sia da punto di vista storico che architettonico, ma sempre, troppo succinte. Bisognava quindi essere più completi possibili.

Questo libro quindi, pur non avendo la pretesa di esaurire l'argomento, si pone come il più completo possibile, dando del Castello, oltre la storia e l'architettura, tutte le fonti disponibili, da quelle letterarie a quelle documentarie, senza tralasciare statistiche e note di colore, ma purtroppo, senza l'ausilio degli unici strumenti sicuri per la datazione definitiva della sua origine, cioè degli scavi archeologici. Un passo decisivo che lo storico non può fare, a causa dall' assenza totale degli organi predisposti che a tutt'oggi non hanno neanche elaborato un piano di scavi.

Nel frattempo, mentre il sindaco di Trapani tenta di far transitare la proprietà dal demanio al comune, la Colombara, abbandonata da circa quarant'anni", rischia di crollare. Il castello, posto all'ingresso del porto, è nato quasi sicuramente come faro e dopo trasformato in fortezza. Quando? Le prime notizie sono letterarie. Ne fanno cenno, Omero, Polibio, Virgilio, Diodoro Siculo, dimostrando la sua antichità. Quella che però vediamo oggi, con la torre ottagonale o ellittica è databile alla seconda metà del 1200, probabilmente costruita dagli Svevi, e quindi molto diversa da quella descritta dagli storici della prima guerra punica, ma purtroppo non si ha idea dei manufatti che si potrebbero trovare se si procedesse agli scavi archeologici, anche perchè troppe parti del Castello sono situati in maniera non accessibile. Considerato che si tratta di un bene pubblico a cui i trapanesi sono legati, l'opera di restauro è urgente, come urgente sono gli scavi archeologici, per permettere agli storici di poter continuare gli studi su quella che può essere definita "il biglietto da visita" della città di Trapani.

La torre, l'unico elemento finora restaurato, come l'intero castello, è incustodita e lasciata all'incuria più totale, tanto che anch 'essa ha di nuovo bisogno di alcuni interventi. Il resto invece è completamente fatiscente, in alcune parte diroccato (vedi l'interno dell' ex carcere) e rischia a breve di scomparire, lasciando in ricordo solo alcune foto degli anni cinquanta. La storia va conservata,per dare modo ai posteri delle tracce lasciate da una vita che fu.

 

L'autore

 

disegno acquerellato, biblioteca Nazinale dei Torino

G. Merelli, il castello della Colombara 1677, disegno acquerellato, biblioteca Nazionale dei Torino

 

Un quarto di lega a libeccio di questa punta, vi è una lunga isola piatta ed un’altra nel mezzo, che non è tanto grande: Sull’estremità della prima, ch’è dal lato di levante vi sono una gran torre ed alcune fortificazioni: ciò chiamasi torre di Colombar: all’estremità della punta della città e dell’isola di mezzo, v’è una quantità di rocce fuor d’acqua e sott’acqua, e dei banchi di sabbia e d’erba, che s’avanzano più di trecento tese al largo.Non si può passare fra le due isole, per esservi delle rocce sott’acqua: ma fra la punta della città e la prima isola si può passare battelli.
All’estremità dell’isola Colombar, dal lato Ponente vi è uno scoglio fuor d’acqua, che può radersi vicino, essendovi al piede tre braccia d’acqua.(Tratto dal Portolano di Luigi Lamberti, prof. di Nautica.Livorno - Andrea Nanni Editore - 1844)

 

 

La Colombara di Trapani

di Alberto Costantino

 

Premessa

Il viaggio nel tempo è cominciato circa dieci anni fa, quando alcuni ragazzini della scuola elementare e media che frequentavano la biblioteca, continuavano a chiedere notizie storiche della fortezza situata all'entrata del porto. Le note bibliografiche che si riuscivano a trovare erano frammentarie e non soddisfacenti, a meno di non fare una vera e lunga ricerca. Per dei ragazzi non era il caso.

Da quel momento, il mio obiettivo divenne la realizzazione di un saggio sulla Colombaia. Ad oggi né ho già realizzato tre, ma ahimè incomplete. Nel frattempo sono state date alle stampe numerose raccolte su i castelli e fortezze siciliani dove anche la Colombara è stata oggetto di studio attento, sia da punto di vista storico che architettonico, ma sempre, troppo succinte. Bisognava quindi essere più completi possibili.

Questo libro quindi, pur non avendo la pretesa di esaurire l'argomento, si pone come il più completo possibile, dando del Castello, oltre la storia e l'architettura, tutte le fonti disponibili, da quelle letterarie a quelle documentarie, senza tralasciare statistiche e note di colore, ma purtroppo, senza l'ausilio degli unici strumenti sicuri per la datazione definitiva della sua origine, cioè degli scavi archeologici. Un passo decisivo che lo storico non può fare, a causa dall' assenza totale degli organi predisposti che a tutt'oggi non hanno neanche elaborato un piano di scavi.

Nel frattempo, mentre il sindaco di Trapani tenta di far transitare la proprietà dal demanio al comune, la Colombara, abbandonata da circa quarant'anni", rischia di crollare. Il castello, posto all'ingresso del porto, è nato quasi sicuramente come faro e dopo trasformato in fortezza. Quando? Le prime notizie sono letterarie. Ne fanno cenno, Omero, Polibio, Virgilio, Diodoro Siculo, dimostrando la sua antichità. Quella che però vediamo oggi, con la torre ottagonale o ellittica è databile alla seconda metà del 1200, probabilmente costruita dagli Svevi, e quindi molto diversa da quella descritta dagli storici della prima guerra punica, ma purtroppo non si ha idea dei manufatti che si potrebbero trovare se si procedesse agli scavi archeologici, anche perchè troppe parti del Castello sono situati in maniera non accessibile. Considerato che si tratta di un bene pubblico a cui i trapanesi sono legati, l'opera di restauro è urgente, come urgente sono gli scavi archeologici, per permettere agli storici di poter continuare gli studi su quella che può essere definita "il biglietto da visita" della città di Trapani.

La torre, l'unico elemento finora restaurato, come l'intero castello, è incustodita e lasciata all'incuria più totale, tanto che anch 'essa ha di nuovo bisogno di alcuni interventi. Il resto invece è completamente fatiscente, in alcune parte diroccato (vedi l'interno dell' ex carcere) e rischia a breve di scomparire, lasciando in ricordo solo alcune foto degli anni cinquanta. La storia va conservata,per dare modo ai posteri delle tracce lasciate da una vita che fu.

 

L'autore

 

disegno acquerellato, biblioteca Nazinale dei Torino

G. Merelli, il castello della Colombara 1677, disegno acquerellato, biblioteca Nazionale dei Torino

 

Un quarto di lega a libeccio di questa punta, vi è una lunga isola piatta ed un’altra nel mezzo, che non è tanto grande: Sull’estremità della prima, ch’è dal lato di levante vi sono una gran torre ed alcune fortificazioni: ciò chiamasi torre di Colombar: all’estremità della punta della città e dell’isola di mezzo, v’è una quantità di rocce fuor d’acqua e sott’acqua, e dei banchi di sabbia e d’erba, che s’avanzano più di trecento tese al largo.Non si può passare fra le due isole, per esservi delle rocce sott’acqua: ma fra la punta della città e la prima isola si può passare battelli.
All’estremità dell’isola Colombar, dal lato Ponente vi è uno scoglio fuor d’acqua, che può radersi vicino, essendovi al piede tre braccia d’acqua.(Tratto dal Portolano di Luigi Lamberti, prof. di Nautica.Livorno - Andrea Nanni Editore - 1844)

 

 

Appello

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Contatta il Luigi Bruno - Presidente dell'Associazione Salviamo la Colombaia - Cell. 339/8002539
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