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I Luoghi della Colombaia

UNA GUIDA ALLA COLOMBAIA

Nelle nostre pubblicazioni abbiamo dato ampio spazio alle notizie sulle attuali condizioni della Colombaia, abbiamo visto, assieme a tanti cittadini trapanesi, che l’hanno fotografata più volte, il suo degrado ed abbiamo rilevato quanto ci sarebbe da fare nel momento in cui la struttura dovesse passare nel patrimonio del Comune di Trapani.
Abbiamo sempre guardato, forse con una certa superficialità, la sua parte esterna che, da lontano, sembra intatta e che, nonostante la sua vetustà, sembra debba potere resistere in eterno senza che venga effettuato alcun intervento.
Ciò non è vero, perché, per chi ha avuto la possibilità di osservarla da vicino, per chi è entrato dentro , sa che la Colombaia, purtroppo, è in completo sfacelo.
Per fare meglio rendere conto della situazione abbiamo ritenuto proporre questa guida attraverso l’analisi effettuata dagli architetti Giovanna Mazzola e Filippo Terranova in una relazione tecnica illustrativa del 1989 per un “Progetto per lavori di restauro del Castello “La Colombaia” in Trapani”, carteggio che ci è stato donato dal Comandante Bosco, al quale siamo molto grati per la sua sensibilità.

Questo lavoro è stato corredato, per una migliore presa di coscienza, sia da fotografie e disegni realizzati in date ed epoche diverse, sia da particolari delle tavole allegate al progetto stesso sia da elaborati di Emanuela Riolo.
Abbiamo cercato di seguire l’itinerario che i progettisti hanno effettuato, dentro e fuori la Colombaia, per consentire una più approfondita visione della stessa.
Purtroppo, una guida triste che dovrebbe servire per fare riflettere tutti noi e che dovrebbe essere di monito e di pungolo per una più pressante richiesta affinché possa essere salvata.

 

Ormai non c’è più il tempo per attendere; o si provvede subito oppure restando con le mani in mano contribuiremo al suo inesorabile e completo disfacimento.
In questo lavoro sono state comparate la descrizione del progetto del 1989 con le fotografie scattate in tempi successivi, molte delle quali negli anni “2000, attraverso le quali si evidenzia che molte cose sono cambiate in peggio.
Non vorremmo che, come fu proposta la sua demolizione da D. Ferdinando Gonzaga nel 1546 e dal tecnico Campi nel XVII secolo , a qualcuno venisse l’infausta idea di abbandonarla alla sua auto-demolizione per vetustà e per ignavia.
Date uno sguardo a questa guida per rendervi ancor più conto dello scempio che si sta perpetrando, potrà servire come spunto per potere intervenire.

Il Presidente
(Rag. Luigi Bruno)

Panorama del 2005

La colombaia - foto del 2005


 

 

 

 

I LUOGHI DELLA COLOMBAIA

Attraverso il

PROGETTO DI LAVORI DI RESTAURO” DEL 1989
CORREDATO DA FOTOGRAFIE SCATTATE
IN TEMPI DIVERSI

 

 

Planimetrie

Planimetria del 1° livello

Planimetria del 2 ° livello

Planimetria del 3 ° livello

Esploso assonometrico1

 

Esploso assonometrico2

 


 

 

COLOMBAIA .... ICONOGRAFIA STORICA

.. ebbe inizio così

1584

1677

nel 1686

nel XVII secolo

 

 

nel suo interno


 

Il Progetto ha il seguente titolo:

Castello “La Colombaia” - Progetto per lavori di restauro del Castello “La Colombaia” in Trapani

- degli Architetti Giovanna Mazzola e Filippo Terranova di Palermo anno 1989

Il piano dell’opera parte da una………..

PANORAMICA ESTERNA DEL MANUFATTO

“Il giro intorno alla fortezza lo si può fare solo con una imbarcazione, poiché essa è circondata per metà (ad est) da una fascia di terra e la parte rimanente (sud-ovest) dalle acque del Mediterraneo. Arrivati vicino all’isola decidiamo di girarci attorno procedendo in senso orario. Per la prima cosa si osserva la Torre e la parte più alta del Castello avente forma di semicerchio in proiezione, ed un grande muraglione di m. 65,60 in perfetto stato di conservazione che ha una leggera scarpa ed una altezza di m.8,00 oltre alle naturali fondazioni in pietrame secco o di roccia locale. I primi due filari della sua base sono stati realizzati in calcare bianco-grigiasto da taglio del Lias prelevato presumibilmente dalla cave di Erice dalle dimensioni quasi costanti di m.1,17 x 0,50. Sopra questi filari formanti il cordolo sono state poste altre pietre da taglio di origine calcarenitica giallo scuro compatta provenienti dalle cave della Provincia di Trapani delle dimensione di fascia m. 1,00 x 0,36 alla base e negli angoli, m. 0,50 x 0,25 e m. 025 x 025 per la rimanenza del muro. La sua estremità è sormontata da un bordo arrotondato (cordone) dello spessore di cm. 209, e da un parapetto in conci di tufo friabile bianco di Favignana in un stato avanzato di disgregazione.

Al centro è possibile notare una lapide su cui è inciso:

LaideAUSPICE CAROLI SECUNDI HISPANIARUM ET SICILIAE

REGIS MARIAE ANNAE REGINAE GUBERNATRICIS

CLAUDIUS LAMOTALDUS

PRINCEPS DE LIGNE DAMBLIZI ET SACRI ROMANI

IMPERII SOVERANUS DE FAGNOLLES S. SICILIAE

PROREX VIGILANTISSIMUS ISTIUS REGNI SECURITATI

HOC PROPUGNACULUM EREXIT MDCLXXI che tradotto vuol dire :

Con gli auspici di Carlo II, Re di Spagna e della Sicilia e per le lodi di Maria Anna Regina e Governatrice il Principe Montaldo di Ligny e del Sacro Romano Impero, Attentissimo, eresse questo baluardo vicino alla Sicilia, per la sicurezza di questo Regno. MDCLXXII.

Continuando verso su, troviamo sempre lo stesso muraglione con le stesse caratteristiche, ed in proiezione una parte ellissoidale del complesso dove è possibile notare lunghi conci di pietra calcarea compatta, frutto di restauri effettuati per cucire le lesioni che si erano verificate nella parete, e due aperture nell’estremità di lunghi scivoli inclinati aventi una pendenza di cm. 133, circa, che si sviluppano dal solaio della costruzione spagnola sino all’attuale terrazzo di copertura del complesso. Per rimanere vicino al complesso dobbiamo prima allontanarci di m. 260,00 per evitare un

enorme molo d'attracco

di realizzazione pre-bellica (1930) ove è collocato, nel suo vertice, un faro.

 

 

 

 

 

 

Superato questo ostacolo ci troviamo ad ovest dell’isola e qui notiamo davanti a noi un....

...enorme muro

realizzato in blocchi di calcarenite dura di svariata dimensione non squadrata tranne alcuni conci che definivano quelle che presumibilmente furono le cannoniere o le finestre oggi murate. Esso sorge su un fondo roccioso apprezzabile con la bassa marea, ma che con l’alta marea o con il mare agitato scompare, dando la sensazione di un muro avente le fondazioni nel profondo del mare.  

 

 

 

 

 

 

 

 


Le mura viste da vicino

 

Le sue estremità sono arrotondate tanto da fare l’idea di

una costruzione ellissoidale come nella realtà essa è.

 

La sua base, essendo la parte più esposta alla furia del mare, lascia trasparire nettamente gli interventi di restauro avvenuti nel periodo bellico ,che hanno tamponato le forti erosioni che il mare ha creato col tempo nelle calcareniti.

Questi interventi sono stati realizzati con blocchetti di pietra calcarea bianco-grigiastra, di modesta pezzatura probabilmente presa dalla stessa isola.

Le mostre delle finestre (se ne contano 12) sono state riprese con mattoni in cotto, mentre i vani sottostanti sono stati costruiti con due robuste grate di ferro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Nella parte più alta del muro si notano le feritoie ed in proiezione si scorge la torre ed un muro di altra costruzione. A sinistra, dove terminano le finestre, ci si trova davanti ad una parete bastionata semi circolare formata da conci di notevoli dimensioni fino sotto alla cannoniera, conci che subiscono una riduzione dimensionale da questa quota sino alla sommità.
Chiaramente questa parte bastionata è stata abbondantemente rifatta e ripresa con conci di modesta pezzatura, utilizzate pure per tompagnare le cannoniere.
Qui siamo costretti a lasciare la barca poiché ci troviamo di fronte al prospetto principale ove si trova la terraferma e la torre con addossata una costruzione del periodo fascista adibita ad abitazione. Dove termina la parete semicircolare ne inizia un’altra a raggio più piccolo che va a finire alla torre ed entrambe le costruzioni sono collegate ad una parete completamente realizzata in calcarenite friabile bianco dalle dimensioni di m.0,50 x 0,23.

 

 

 

Essa poggia su una base rocciosa,da cui iniziava una scala che, addossata alla parete, arrivava ad una porta, ora murata, dell’altra parete semicircolare. Si nota,inoltre, un arco realizzato con conci perfettamente squadrati che potrebbero far supporre, data l’ubicazione, l’esistenza di una comunicazione a tunnel ricavata nel terrapieno con i locali retrostanti la cannoniera. Sino a quattro filari sotto il suddetto arco e per tutto il patamento murario, la muratura presenta le stesse caratteristiche, con la precisazione che la parte estreme prima della “curva ellittica” risulta abbondantemente degradata.

Il muro di raccordo con la torre è completamente realizzato in blocchetti di calcare bianco-grigiastro, di svariate dimensioni. Su di esso, oltre alla porta su accennata, si può notare una finestra murata ed una aperta con sovrapposte due robuste grate di ferro. In altro si notano nove feritoie ed una lastra monolitica su due dimensioni. Sul lato sinistro della suddetta parete si erge una

 

 

colossale Torre di forma ottagonale
(vista dalla parte interna)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Essa ha un’altezza di m. 37,50 ed è sormontata da un’antenna .

 

 

A) Lanterna da farsi in altezza di palmi 32

B) Torre antica della Colombara alta da terra palmi 140

C) Pianta dell’antica torre (senza lanterna) Giovanni Biagio Amico

 


Nicolò Di Liberto D’Anna – Pianta prospetto e sezione della Colombaia, 1835


Consiste in quattro vani sovrapposti di cui il primo è il vano cisterna, a pianta circolare, scavata nella roccia, alla quale si accedeva attraverso una botola dal piano sovrastante; il secondo vano a 12 mt. di altezza, presenta l’ingresso originario; subito dopo una scala collega il secondo piano al terzo.

l'Ultimo piano ha la volta a ombrello. che serviva, durante il periodo bellico, al centralino della Marina Militare, ivi installato.

 

Ad una altezza di m. 22,50 si può notare una cerchiatura in ferro

resasi necessaria per le molteplici lesioni venutesi a creare alle pareti della torre. Alla sua base, per un’altezza di circa 7 metri troviamo enormi blocchi di svariate dimensioni ben squadrati di calcarenite giallo-scuro, molto compatto, mentre il resto della torre è stato realizzato con calcarenite dalle dimensioni di fascia di m. 0,22 x 0,62. Delle otto pareti solo quattro si possono apprezzare dal prospetto principale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sulla prima, procedendo in senso orario, si scorge una lesione (che è stata riparata dopo l'analisi)

che va dalla cerchiatura alla base della torre.
Sulla seconda, ad un’altezza di m. 24,00 vi è una finestra ad arco a tutto sesto.
In un’altra parete incontriamo due finestre di cui una ad arco a tutto sesto, tracce di un pluviale incassato e di alcune lesioni sparse.
Si esclude la preesistenza di una parete alla base della torre in quanto, chiaramente la compagine muraria è intatta salvo uno squarcio (m. 1,90 x 1,18) irregolarmente praticato a partire dalla metà del secondo filare dei grossi conci di fondazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


L’ultimo lato visibile lo si apprezza solo a metà poiché la parte inferiore viene inglobata nella mole del complesso vicinissimo all’unico

portone d'ingresso

Prospetto nord -Ingresso e scala tre rampe

Questo portone è raggiungibile tramite una scalinata che consta di 19 gradini, rivestiti di calcare bianco-grigiastro che ci portano a una quota di m. 0,40
La parete su cui si trova detto portone è compresa fra la torre principale e una parte del castello che richiama come forma, ma non come materiali la suddetta torre.

Questa parete consta, inoltre, di tre finestre trasformate ad arco acuto, presumibilmente nel periodo spagnolo, realizzate con conci di tufo ben sagomate, di un a


scala a tre rampe

completamente in ferro che portava ad una porta, ora murata,

(allo stato attuale)

di uno stemma rappresentante uno scudo

sormontato da corona e da elmo con aquila fiancheggiato da due angioletti anch’essi coronati, e di un caditoio posto sopra il portone d’ingresso.
La parete è completamente realizzata in pietrame di piccole dimensioni con tracce di intonaco.


Vicino alla scala di accesso ritroviamo il muraglione, da cui eravamo partiti, ove è addossata una bassa costruzione ricoperta in tegole che serviva da magazzini ai carcerati.
Sopra questo muraglione si può notare una parete di m. 26,00 realizzata per una lunghezza di m. 22,00 in pietra calcarea e per la rimanente parte, m. 4,00 in calcarenite friabile.
Essa è sormontata nella sua estremità sinistra da una garitta.

garitta e 9 finestre

garitta

garitta a 9 fnestre (stato atuale)

e per tutta la sua lunghezza da nove finestre, aventi una protezione in muratura che si eleva dal bordo superiore del muro da un’altezza di m. 1,00 per una larghezza di m. 1,20.

e per continuare l'itinerario con una ...................


PANORAMICA INTERNA DEL MANUFATTO

Al portone d’ingresso esternamente murato furono in seguito ad opera dei soliti vandali, tolti alcuni conci si da creare un passaggio. Varcata la soglia, ci troviamo in un piccolo ambiente avente due porte sulla parete di fronte all’ingresso; quella di destra conduce in una piccola

armeria

mentre quella di sinistra immette in un disimpegno ove è possibile scegliere fra due percorsi che stanno davanti e a sinistra del visitatore.
Questi percorsi sono gli unici che ci consentono di visitare tutto il complesso che si articola su due ali. Il percorso che si snoda davanti al visitatore porta all’ala destra che si articola attorno ad un cortile raggiungibile dopo aver superato un ambiente

Pianta del primo livello : percorso verso destra Prima stanza a destra locale per l’Armeria e sulla sinistra posizione della lapide di costruzione non molto antica il cui soffitto è crollato, esso conserva in una delle sue pareti una

Lapide avente due stemmi ai suoi lati

a sinistra a destra

su cui è inciso

REGNANTE PHILIPPO III REGE HISPANIARUM

UTRIUSQ SICILIAE ETC

ILLUSTRISS ET EXCELLENTISS D D IOANNIS

FERNANDEZ DE PACECO EQUITIS AURATI

MARCHIONIS VILLENAE DUCIS ESCALONAE

COMITIS SANCTI STEPHANI GORMA E ET XICHENAE

DITIONIUM BELLIMONTIS ALARCONIS ET ALUMBRIUM IN REGNU MURSIAE DOMINI PROREG

ET CAPITGEN REGNI SECURITATEM ET INCURSUS

HOSTIUM PROPULSANDOS INCUMBENTIS

PROVIDENTIA DELEGATIONE D PETRUS SPINOLA

EQUES ORD ALCANTARAE ABELLIS CONSILIARIUS

MAGISTER PORTULANUS INTEGERR

ET PRAE BELLO IN HOC REGNO EUSDEM

AUCTORITATE ARMORUM DVX STRENUUS ARCEM

HANC COLUMBARIAM PONTE PROPUGNACULIS

MUNIENDAM CURAVIT ANNO SALUTIS 1607

che tradotta ricorda:

“ regnante Filippo III Re di Spagna, e delle due Sicilie, su mandato dell’ill.mo ed ecc.mo Giovanni Fernandez di Pacheco, cavaliere aureo e Marchese di Vigliena, conte e Duca di Escalona, di S. Stefano e delle Signorie di Belmonte Alarcona e Alumbrio nel regno di Mursia, Signor Viceré e Capitano generale del Regno di Sicilia in obbedienza a Dio e alla Cattolica Sua Maestà sovrastante con previdenza alla sicurezza del regno e a contrastare gli attacchi dei nemici. D. Pietro Spinola, cavaliere dell’Ordine dell’Alcantare e di Abella, concigliere maestro, portulano integerrimo, capitano valoroso dell’autorità dele armi munì questa torre colombaia di ponte e baluardi. Anno della Salvezza 1607”.

Da questo ambiente è possibile andare ai piani superiori tramite una scala o andare al cortile, superando una porta con un portale in travertino.

Osservando tutta la costruzione che si articola attorno al cortile ci si accorge che l’evoluzione della stessa è avvenuta in tempi molto lenti; traspaiono, infatti, nettamente, dando anche uno sguardo fugace, le molteplici trasformazioni apportate dall’uomo in tutte le sue esperienze tecnologiche.

A piano terra, visitando quelle che furono le celle, situate sul lato sinistro del cortile, si nota nelle pareti, che per eccessiva umidità, hanno perso l’intonaco, l’uso di materiali diversi che permettono un’attenta lettura che ci consente di distinguere l’originale e l’aggiunto.

Queste celle (se ne contano sette) sono piccole, basse, molto umide e si affacciano sul mare tramite una piccola finestra che attraversa un muro di notevoli dimensioni. Esse contengono

 

un vaso alla turca

sistemato da un muretto basso.

 


Al secondo ambiente si accede sempre dal cortile, nel suo interno si notano, dietro un intonaco fatiscente, tracce di finestre e di una porta murata e due finestre che danno sul cortile. Di fronte a noi è possibile notare sulla destra una

piccola chiesetta

   

altare e tetto

avente una porta sormontata da una finestra ad arco acuto. L’interno è completamente devastato; restano tracce dell’altare, mentre sulla destra una piccolissima porta permette di andare in un ambiente usato come sacrestia dove si evidenzia una finestra che riaffacciava nella chiesa, e due porte ora murate, di cui una permetteva di andare all’esterno e l’altra in ambiente vicino.

Pianta del primo livello : percorso verso destra
Chiesa , sacrestia e a fianco locale per le guardie


 

ancora si nota una:

grande cella

avente sullo sfondo una scala di otto gradini che permette l’affaccio al mare dell’unica finestra esistente.

                          Pianta del primo livello: cella grande a fianco alla Chiesa

Inoltre, sia nella parete sinistra che in quelli di destra esistono i segni di due ipotetiche aperture. Vicino alla porta d’ingresso si sviluppa una scala alla trapanese che permette l’accesso al piano superiore. Superati questi 19 gradini ci troviamo a dover scegliere uno dei percorsi che si presentano. Scegliendo il percorso di destra ci troviamo su di un piccolo ballatoio che tramite una scala ci porta ad una quota superiore ove si trova un

cortile (di fronte, sotto la scala a sinistra docce e lavabi; a destra accanto alla scala, ingresso alla grande cella, e più a destra l’ingresso alla chiesa, più a destra ancora, alloggi delle guardie)

dalle ridotte dimensioni. Attorno ad esso si sviluppa una serie di vani adibiti ad infermeria di recente costruzione

 

il cortile durante una cerimonia, le celle, il ballatoio negli anni ’60, in fondo la porta della grande cella

 


 

 Sullo stesso insiste un’altra scala alla trapanese che ci porta al terzo livello che ospitava il personale addetto ai carcerati. Il percorso di sinistra si svolge su un lunghissimo

ballatoio

 

sorretto da grosse mensole di calcare grigiastro. Su di esso si aprono otto porte sormontate da finestrelle che immettono in altrettante celle, aventi le stesse caratteristiche di quelle che si trovano al piano terra.

Pianta del primo livello: celle sul ballatoio

 

Pianta del primo livello: celle nel cortile sopra e sotto il ballatoio

ballatoio visto dall'alto

Superato il ballatoio ci troviamo di fronte ad una scala che conduce al livello superiore..


 

Quest’ultimo era la

dimora del comandante

e presenta le stesse caratteristiche del livello sopra descritto. Da questa quota si dipartono due scale: una di esse immette in una terrazza, l’altra invece immette in un percorso che si sviluppa sull’inero perimetro dell’edificio. Per visitare la seconda ala del castello bisogna tornare al portone d’ingresso e scegliere il percorso di sinistra a cui avevamo accennato. La prima cosa che si nota è un ambiente adibito a parlatoio da cui si diparte un lungo tunnel probabilmente usato come rifugio bellico o deposito di munizioni. Da questo percorso, inoltre, si può visitare tramite una scala, l’altra parte del complesso, mentre attraversando un cunicolo si visita tutta la parte bassa dell’edificio di realizzazione spagnola. Al termine di questa piccola scala alla trapanese inizia una grande scalinata che immette in un ambiente che permetteva, prima che crollasse il pavimento, di raggiungere la torre. Da qui si scende, tramite un’altra scala molto logorata dal tempo, al terrazzo della bassa costruzione spagnola. Questa apertura non è coeva alla torre. Dal cunicolo si arriva in un ambiente dove si trovano tre possibili percorsi. Il primo, sulla sinistra, ci consente di visitare, dopo aver superato due scale, nove piccole cellette dalle dimensioni di m. 2,00 x 2,00, in ognuna delle quali si trova un

   

giaciglio in pietra

Il percorso centrale dopo aver superato una porta avente mostre in travertino, immette in un cortile diviso in due da un muro, che si raggiunge dopo aver disceso una scala di sei gradini in cemento. Su questo cortile si affacciano,oltre ad una

   

piccola chiesa triangolare e il suo interno

 

 


cortile(n.7)

 

cinque celle

Pianta del primo livello: percorso verso sinistra nn. 8,9,10,11,12 - celle, n. 7 – cortile, n.15- chiesetta triangolare. Locali in basso a destra: uffici ed alloggi delle guardie. In alto a destra due celle d’isolamento e vi è stato scavato un pozzo. Nel muro divisorio vi è una porta che immette nell’altra metà del cortile dove sono ubicate la cucina, una cisterna, un ambiente dove sono collocate le docce e le pilozze, quattro celle di cui una contenente un giaciglio di pietra, e raggiungibile dopo aver superato dieci gradini.

cortile interno (n.6)

Pianta del primo livello:percorso verso sinistra n. 6 cortile - n. 13- cucina e cisterna - n. 14- docce e pilozze nn. 1,2,3,4,5 – celle


 

 

Pianta del secondo livello: nn. 1,2,3,4,5,6,7,8 celle - n. 9 infermeria

Pianta del terzo livello

 

un terrazzo

Tutti gli ambienti sopradescritti sono illuminati ed aerati da porte e finestre parentesi sul cortile.
Dalla nostra illustrazione è possibile constatare che le tre originarie possibilità d’accesso alla torre sono ora precluse perché murate; ma dal nostro studio abbiamo accertato che l’accesso alla torre è attualmente possibile da una finestra che si trova al di sopra del solaio dell’ultimo livello dell’ala destra.
E proprio da questa finestra, scavalcando l’alto davanzale (m. 1,50), possiamo raggiungere l’interno, quindi essere in grado di rilevare ed illustrare ..........

 

 


 

le caratteristiche interne della torre

L’interno di questa richiama fedelmente l’esterno. Esso è , infatti, di forma ottagonale ed ai suoi vertici sono collocati enormi pilastri, sicuramente trasformazioni di membrature originarie, su cui poggiano in sommità grandi

 

travi di legno

enormi pilastri che sostengono i solai

i livelli del dongione(torre)

Il primo livello ha tre finestre di cui una si affaccia al prospetto nord e le altre due al cortile destro.

L’ingresso e le finestre della torre

L’originaria pianta ottagona è stata frazionata ricavando con tramezzatura alta circa m. 2,00 tre servizi igienici preceduti da ampio disimpegno.


 

La parte rimanente è stata divisa con tramezzature a tutta altezza allo scopo di ricavare un ampio locale disimpegnato rispetto alla scala di accesso al livello superiore e dal quale mediante cinque gradini, ricavati modificando presumibilmente una originaria apertura, si accede al primo livello dell’ala destra del complesso.
Risulta facile intuire che con la trasformazione di altra apertura sul lato est della torre si sia creata la comunicazione tra questo livello e l’ala sinistra e cioè con gli ambienti che presentano sul prospetto nord le ampie finestre ad arco acuto e l’assurda porticina (oggi tompagnata) che immetteva nelle rampe in ferro della scala ancora esistente, creata per un rapido collegamento col piano terra.

Superata una rampa di scale compresa fra la parete della torre e un tramezzo che la racchiude si arriva al secondo livello. Questo ha le stesse caratteristiche del primo. In esso si trovano la finestra che ha permesso l’entrata, una finestra che si affaccia sul prospetto principale e un’altra che da sul cortile destro.
Tramite una scala di cui ogni gradino è formato di due blocchetti di calcarenite incastrato a muro si accede al terzo livello. Questo ha una copertura del tipo a

    

volta stellare costonata

con delle nervature che si dipartono da ogni angolo dell’ottagono e convergono al centro di esso.

Un’altra

scala

che si sviluppa dentro uno stretto budello, coperto da mensoloni di calcarenite, consente di raggiungere la sommità della torre.

In epoca posteriore è stato realizzato un posto si osservazione della stessa forma della torre (ottagonale) contenente all’interno una scala a chiocciola che permette l’accesso alla sommità estreme della torre ove è collocata un’antenna che serviva da rice-trasmittente.

al posto della lanterna


MATERIALI

Le fondazioni sulle quali insiste l’intero complesso sono del tipo continuo realizzate con pietrame secco, usato solo in quelle parti ove lo scoglio presentava degli avvallamenti. Il resto poggia direttamente sullo scoglio che è interamente di calcare grigiastro molto duro formatosi nel periodo del Lias.

La struttura portante esterna è stata prevalentemente realizzata con questo materiale misto a calcarenite giallo-scuro, fortemente compatta di svariate dimensioni.
Esso si presenta sotto forma di massi così come si trovano in natura o debitamente sbordati. Il suo spessore medio e di m. 2’00 ed è possibile notare in alcuni punti il metodo usato per la sua realizzazione.
Ci troviamo in presenza di una rudimentale muratura a cassetta che presenta i parametri in pietra calcarea ed il nucleo centrale vario con predominanza di sfabbricidi e materiale informe.

All’interno, tranne alcuni muri, al piano terra, che hanno le stesse caratteristiche di quello esterno, tutte le pareti portanti sono state realizzate in calcarentite bianco-friabile. La costola poggia su due filari di calcare bianco-grigiastro da taglio del Lias dalle dimensioni di m. 1,17 x 0,50 posto su due file. Sopra questo cordolo sono posti calcareniti giallo-scuro, fortemente compatti dalle dimensioni di m.1,00 x 0,36 alla base ed agli angolo, mentre n. 0,50 x 0,25 (di fascia) e m. 0,25 x m. 0,25(di punta) per la rimanenza del muro.

L’esterno della torre è realizzato con calcarenite fortemente compatto e con calcarenite friabile per la rimanenza della sua altezza. Le coperture sono del tipo volta a botte al piano terra ed al primo livello del complesso e nella batteria inferiore tranne la chiesa dell’ala destra dove si trova un solaio retto in legno.
Con una controsoffittatura in parte crollata, realizzata con canne intrecciate rivestite di intonaco.
Quest’ultimo solaio è possibile notarlo anche al terzo livello del complesso. I solai dei primi due livelli della Torre sono di legno a doppia nervatura ove si trovano travi portanti di dimensioni m. 0,28 x 0,25su cui poggiano dei listelli che sopportano segati di tufo dalle dimensioni di m. 0,25 x 0,50 x 0,08.

Sopra di essi è stato posto del massetto dello spessore di cm. 10 ricoperto da un pavimento realizzato con cemento misto a pietrisco. L’ultimo livello della medesima è stato coperto da una volta stellare costolonata con delle nervature che si dipartono da ogni angolo dell’ottagono e convergono al centro di esso. Dato il suo notevole peso è stata suddivisa in settori con arconi il cui spessore maggiore va al di sopra dell’intradosso e gli spicchi che ne risultano, fusi sferici, vengono portati da questi.


 

A completamento di questo itinerario che, sotto certi aspetti, ha fatto “vedere” la Colombaia come era, alcuni anni fa e come è oggi, abbiamo voluto aggiungere altre immagini realizzate in tempi più recenti per dimostrare, ancor più, la crudezza dei fatti (o dei misfatti).

Corridoio con celle

Porta sinistra del Bastione



sotto il Bastione

Passaggio interno

 

 

cunicolo

particolari

la guardiola all'arrivo

 

resti di una colonna

scale verso il terzo livello

Questa iscrizione di valore storico che era scritta sulla parete del primo atrio, quasi sopra la cappella non esiste più perchè logorata dalle intemperie diceva:

L’ORGOGLIOSO MOTTO SQUADRISTA ME NE FREGO SCRITTO

SULLE BENDE DI UNA FERITA E’ UN ATTO DI FILOSOFIA

SOLTANTO STOICA. E’ IL SUNTO DI UNA DOTTRINA NON

SOLTANTO POLITICA. E’ L’EDUCAZIONE AL COMBATTIMENTO.

E’ UN NUOVO STILE DI VITA.

 


Pubblicazione a cura dell'Associazione  Salviamo la Colombaia

 

 

 

I Luoghi della Colombaia

UNA GUIDA ALLA COLOMBAIA

Nelle nostre pubblicazioni abbiamo dato ampio spazio alle notizie sulle attuali condizioni della Colombaia, abbiamo visto, assieme a tanti cittadini trapanesi, che l’hanno fotografata più volte, il suo degrado ed abbiamo rilevato quanto ci sarebbe da fare nel momento in cui la struttura dovesse passare nel patrimonio del Comune di Trapani.
Abbiamo sempre guardato, forse con una certa superficialità, la sua parte esterna che, da lontano, sembra intatta e che, nonostante la sua vetustà, sembra debba potere resistere in eterno senza che venga effettuato alcun intervento.
Ciò non è vero, perché, per chi ha avuto la possibilità di osservarla da vicino, per chi è entrato dentro , sa che la Colombaia, purtroppo, è in completo sfacelo.
Per fare meglio rendere conto della situazione abbiamo ritenuto proporre questa guida attraverso l’analisi effettuata dagli architetti Giovanna Mazzola e Filippo Terranova in una relazione tecnica illustrativa del 1989 per un “Progetto per lavori di restauro del Castello “La Colombaia” in Trapani”, carteggio che ci è stato donato dal Comandante Bosco, al quale siamo molto grati per la sua sensibilità.

Questo lavoro è stato corredato, per una migliore presa di coscienza, sia da fotografie e disegni realizzati in date ed epoche diverse, sia da particolari delle tavole allegate al progetto stesso sia da elaborati di Emanuela Riolo.
Abbiamo cercato di seguire l’itinerario che i progettisti hanno effettuato, dentro e fuori la Colombaia, per consentire una più approfondita visione della stessa.
Purtroppo, una guida triste che dovrebbe servire per fare riflettere tutti noi e che dovrebbe essere di monito e di pungolo per una più pressante richiesta affinché possa essere salvata.

 

Ormai non c’è più il tempo per attendere; o si provvede subito oppure restando con le mani in mano contribuiremo al suo inesorabile e completo disfacimento.
In questo lavoro sono state comparate la descrizione del progetto del 1989 con le fotografie scattate in tempi successivi, molte delle quali negli anni “2000, attraverso le quali si evidenzia che molte cose sono cambiate in peggio.
Non vorremmo che, come fu proposta la sua demolizione da D. Ferdinando Gonzaga nel 1546 e dal tecnico Campi nel XVII secolo , a qualcuno venisse l’infausta idea di abbandonarla alla sua auto-demolizione per vetustà e per ignavia.
Date uno sguardo a questa guida per rendervi ancor più conto dello scempio che si sta perpetrando, potrà servire come spunto per potere intervenire.

Il Presidente
(Rag. Luigi Bruno)

Panorama del 2005

La colombaia - foto del 2005


 

 

 

 

I LUOGHI DELLA COLOMBAIA

Attraverso il

PROGETTO DI LAVORI DI RESTAURO” DEL 1989
CORREDATO DA FOTOGRAFIE SCATTATE
IN TEMPI DIVERSI

 

 

Planimetrie

Planimetria del 1° livello

Planimetria del 2 ° livello

Planimetria del 3 ° livello

Esploso assonometrico1

 

Esploso assonometrico2

 


 

 

COLOMBAIA .... ICONOGRAFIA STORICA

.. ebbe inizio così

1584

1677

nel 1686

nel XVII secolo

 

 

nel suo interno


 

Il Progetto ha il seguente titolo:

Castello “La Colombaia” - Progetto per lavori di restauro del Castello “La Colombaia” in Trapani

- degli Architetti Giovanna Mazzola e Filippo Terranova di Palermo anno 1989

Il piano dell’opera parte da una………..

PANORAMICA ESTERNA DEL MANUFATTO

“Il giro intorno alla fortezza lo si può fare solo con una imbarcazione, poiché essa è circondata per metà (ad est) da una fascia di terra e la parte rimanente (sud-ovest) dalle acque del Mediterraneo. Arrivati vicino all’isola decidiamo di girarci attorno procedendo in senso orario. Per la prima cosa si osserva la Torre e la parte più alta del Castello avente forma di semicerchio in proiezione, ed un grande muraglione di m. 65,60 in perfetto stato di conservazione che ha una leggera scarpa ed una altezza di m.8,00 oltre alle naturali fondazioni in pietrame secco o di roccia locale. I primi due filari della sua base sono stati realizzati in calcare bianco-grigiasto da taglio del Lias prelevato presumibilmente dalla cave di Erice dalle dimensioni quasi costanti di m.1,17 x 0,50. Sopra questi filari formanti il cordolo sono state poste altre pietre da taglio di origine calcarenitica giallo scuro compatta provenienti dalle cave della Provincia di Trapani delle dimensione di fascia m. 1,00 x 0,36 alla base e negli angoli, m. 0,50 x 0,25 e m. 025 x 025 per la rimanenza del muro. La sua estremità è sormontata da un bordo arrotondato (cordone) dello spessore di cm. 209, e da un parapetto in conci di tufo friabile bianco di Favignana in un stato avanzato di disgregazione.

Al centro è possibile notare una lapide su cui è inciso:

LaideAUSPICE CAROLI SECUNDI HISPANIARUM ET SICILIAE

REGIS MARIAE ANNAE REGINAE GUBERNATRICIS

CLAUDIUS LAMOTALDUS

PRINCEPS DE LIGNE DAMBLIZI ET SACRI ROMANI

IMPERII SOVERANUS DE FAGNOLLES S. SICILIAE

PROREX VIGILANTISSIMUS ISTIUS REGNI SECURITATI

HOC PROPUGNACULUM EREXIT MDCLXXI che tradotto vuol dire :

Con gli auspici di Carlo II, Re di Spagna e della Sicilia e per le lodi di Maria Anna Regina e Governatrice il Principe Montaldo di Ligny e del Sacro Romano Impero, Attentissimo, eresse questo baluardo vicino alla Sicilia, per la sicurezza di questo Regno. MDCLXXII.

Continuando verso su, troviamo sempre lo stesso muraglione con le stesse caratteristiche, ed in proiezione una parte ellissoidale del complesso dove è possibile notare lunghi conci di pietra calcarea compatta, frutto di restauri effettuati per cucire le lesioni che si erano verificate nella parete, e due aperture nell’estremità di lunghi scivoli inclinati aventi una pendenza di cm. 133, circa, che si sviluppano dal solaio della costruzione spagnola sino all’attuale terrazzo di copertura del complesso. Per rimanere vicino al complesso dobbiamo prima allontanarci di m. 260,00 per evitare un

enorme molo d'attracco

di realizzazione pre-bellica (1930) ove è collocato, nel suo vertice, un faro.

 

 

 

 

 

 

Superato questo ostacolo ci troviamo ad ovest dell’isola e qui notiamo davanti a noi un....

...enorme muro

realizzato in blocchi di calcarenite dura di svariata dimensione non squadrata tranne alcuni conci che definivano quelle che presumibilmente furono le cannoniere o le finestre oggi murate. Esso sorge su un fondo roccioso apprezzabile con la bassa marea, ma che con l’alta marea o con il mare agitato scompare, dando la sensazione di un muro avente le fondazioni nel profondo del mare.  

 

 

 

 

 

 

 

 


Le mura viste da vicino

 

Le sue estremità sono arrotondate tanto da fare l’idea di

una costruzione ellissoidale come nella realtà essa è.

 

La sua base, essendo la parte più esposta alla furia del mare, lascia trasparire nettamente gli interventi di restauro avvenuti nel periodo bellico ,che hanno tamponato le forti erosioni che il mare ha creato col tempo nelle calcareniti.

Questi interventi sono stati realizzati con blocchetti di pietra calcarea bianco-grigiastra, di modesta pezzatura probabilmente presa dalla stessa isola.

Le mostre delle finestre (se ne contano 12) sono state riprese con mattoni in cotto, mentre i vani sottostanti sono stati costruiti con due robuste grate di ferro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Nella parte più alta del muro si notano le feritoie ed in proiezione si scorge la torre ed un muro di altra costruzione. A sinistra, dove terminano le finestre, ci si trova davanti ad una parete bastionata semi circolare formata da conci di notevoli dimensioni fino sotto alla cannoniera, conci che subiscono una riduzione dimensionale da questa quota sino alla sommità.
Chiaramente questa parte bastionata è stata abbondantemente rifatta e ripresa con conci di modesta pezzatura, utilizzate pure per tompagnare le cannoniere.
Qui siamo costretti a lasciare la barca poiché ci troviamo di fronte al prospetto principale ove si trova la terraferma e la torre con addossata una costruzione del periodo fascista adibita ad abitazione. Dove termina la parete semicircolare ne inizia un’altra a raggio più piccolo che va a finire alla torre ed entrambe le costruzioni sono collegate ad una parete completamente realizzata in calcarenite friabile bianco dalle dimensioni di m.0,50 x 0,23.

 

 

 

Essa poggia su una base rocciosa,da cui iniziava una scala che, addossata alla parete, arrivava ad una porta, ora murata, dell’altra parete semicircolare. Si nota,inoltre, un arco realizzato con conci perfettamente squadrati che potrebbero far supporre, data l’ubicazione, l’esistenza di una comunicazione a tunnel ricavata nel terrapieno con i locali retrostanti la cannoniera. Sino a quattro filari sotto il suddetto arco e per tutto il patamento murario, la muratura presenta le stesse caratteristiche, con la precisazione che la parte estreme prima della “curva ellittica” risulta abbondantemente degradata.

Il muro di raccordo con la torre è completamente realizzato in blocchetti di calcare bianco-grigiastro, di svariate dimensioni. Su di esso, oltre alla porta su accennata, si può notare una finestra murata ed una aperta con sovrapposte due robuste grate di ferro. In altro si notano nove feritoie ed una lastra monolitica su due dimensioni. Sul lato sinistro della suddetta parete si erge una

 

 

colossale Torre di forma ottagonale
(vista dalla parte interna)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Essa ha un’altezza di m. 37,50 ed è sormontata da un’antenna .

 

 

A) Lanterna da farsi in altezza di palmi 32

B) Torre antica della Colombara alta da terra palmi 140

C) Pianta dell’antica torre (senza lanterna) Giovanni Biagio Amico

 


Nicolò Di Liberto D’Anna – Pianta prospetto e sezione della Colombaia, 1835


Consiste in quattro vani sovrapposti di cui il primo è il vano cisterna, a pianta circolare, scavata nella roccia, alla quale si accedeva attraverso una botola dal piano sovrastante; il secondo vano a 12 mt. di altezza, presenta l’ingresso originario; subito dopo una scala collega il secondo piano al terzo.

l'Ultimo piano ha la volta a ombrello. che serviva, durante il periodo bellico, al centralino della Marina Militare, ivi installato.

 

Ad una altezza di m. 22,50 si può notare una cerchiatura in ferro

resasi necessaria per le molteplici lesioni venutesi a creare alle pareti della torre. Alla sua base, per un’altezza di circa 7 metri troviamo enormi blocchi di svariate dimensioni ben squadrati di calcarenite giallo-scuro, molto compatto, mentre il resto della torre è stato realizzato con calcarenite dalle dimensioni di fascia di m. 0,22 x 0,62. Delle otto pareti solo quattro si possono apprezzare dal prospetto principale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sulla prima, procedendo in senso orario, si scorge una lesione (che è stata riparata dopo l'analisi)

che va dalla cerchiatura alla base della torre.
Sulla seconda, ad un’altezza di m. 24,00 vi è una finestra ad arco a tutto sesto.
In un’altra parete incontriamo due finestre di cui una ad arco a tutto sesto, tracce di un pluviale incassato e di alcune lesioni sparse.
Si esclude la preesistenza di una parete alla base della torre in quanto, chiaramente la compagine muraria è intatta salvo uno squarcio (m. 1,90 x 1,18) irregolarmente praticato a partire dalla metà del secondo filare dei grossi conci di fondazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


L’ultimo lato visibile lo si apprezza solo a metà poiché la parte inferiore viene inglobata nella mole del complesso vicinissimo all’unico

portone d'ingresso

Prospetto nord -Ingresso e scala tre rampe

Questo portone è raggiungibile tramite una scalinata che consta di 19 gradini, rivestiti di calcare bianco-grigiastro che ci portano a una quota di m. 0,40
La parete su cui si trova detto portone è compresa fra la torre principale e una parte del castello che richiama come forma, ma non come materiali la suddetta torre.

Questa parete consta, inoltre, di tre finestre trasformate ad arco acuto, presumibilmente nel periodo spagnolo, realizzate con conci di tufo ben sagomate, di un a


scala a tre rampe

completamente in ferro che portava ad una porta, ora murata,

(allo stato attuale)

di uno stemma rappresentante uno scudo

sormontato da corona e da elmo con aquila fiancheggiato da due angioletti anch’essi coronati, e di un caditoio posto sopra il portone d’ingresso.
La parete è completamente realizzata in pietrame di piccole dimensioni con tracce di intonaco.


Vicino alla scala di accesso ritroviamo il muraglione, da cui eravamo partiti, ove è addossata una bassa costruzione ricoperta in tegole che serviva da magazzini ai carcerati.
Sopra questo muraglione si può notare una parete di m. 26,00 realizzata per una lunghezza di m. 22,00 in pietra calcarea e per la rimanente parte, m. 4,00 in calcarenite friabile.
Essa è sormontata nella sua estremità sinistra da una garitta.

garitta e 9 finestre

garitta

garitta a 9 fnestre (stato atuale)

e per tutta la sua lunghezza da nove finestre, aventi una protezione in muratura che si eleva dal bordo superiore del muro da un’altezza di m. 1,00 per una larghezza di m. 1,20.

e per continuare l'itinerario con una ...................


PANORAMICA INTERNA DEL MANUFATTO

Al portone d’ingresso esternamente murato furono in seguito ad opera dei soliti vandali, tolti alcuni conci si da creare un passaggio. Varcata la soglia, ci troviamo in un piccolo ambiente avente due porte sulla parete di fronte all’ingresso; quella di destra conduce in una piccola

armeria

mentre quella di sinistra immette in un disimpegno ove è possibile scegliere fra due percorsi che stanno davanti e a sinistra del visitatore.
Questi percorsi sono gli unici che ci consentono di visitare tutto il complesso che si articola su due ali. Il percorso che si snoda davanti al visitatore porta all’ala destra che si articola attorno ad un cortile raggiungibile dopo aver superato un ambiente

Pianta del primo livello : percorso verso destra Prima stanza a destra locale per l’Armeria e sulla sinistra posizione della lapide di costruzione non molto antica il cui soffitto è crollato, esso conserva in una delle sue pareti una

Lapide avente due stemmi ai suoi lati

a sinistra a destra

su cui è inciso

REGNANTE PHILIPPO III REGE HISPANIARUM

UTRIUSQ SICILIAE ETC

ILLUSTRISS ET EXCELLENTISS D D IOANNIS

FERNANDEZ DE PACECO EQUITIS AURATI

MARCHIONIS VILLENAE DUCIS ESCALONAE

COMITIS SANCTI STEPHANI GORMA E ET XICHENAE

DITIONIUM BELLIMONTIS ALARCONIS ET ALUMBRIUM IN REGNU MURSIAE DOMINI PROREG

ET CAPITGEN REGNI SECURITATEM ET INCURSUS

HOSTIUM PROPULSANDOS INCUMBENTIS

PROVIDENTIA DELEGATIONE D PETRUS SPINOLA

EQUES ORD ALCANTARAE ABELLIS CONSILIARIUS

MAGISTER PORTULANUS INTEGERR

ET PRAE BELLO IN HOC REGNO EUSDEM

AUCTORITATE ARMORUM DVX STRENUUS ARCEM

HANC COLUMBARIAM PONTE PROPUGNACULIS

MUNIENDAM CURAVIT ANNO SALUTIS 1607

che tradotta ricorda:

“ regnante Filippo III Re di Spagna, e delle due Sicilie, su mandato dell’ill.mo ed ecc.mo Giovanni Fernandez di Pacheco, cavaliere aureo e Marchese di Vigliena, conte e Duca di Escalona, di S. Stefano e delle Signorie di Belmonte Alarcona e Alumbrio nel regno di Mursia, Signor Viceré e Capitano generale del Regno di Sicilia in obbedienza a Dio e alla Cattolica Sua Maestà sovrastante con previdenza alla sicurezza del regno e a contrastare gli attacchi dei nemici. D. Pietro Spinola, cavaliere dell’Ordine dell’Alcantare e di Abella, concigliere maestro, portulano integerrimo, capitano valoroso dell’autorità dele armi munì questa torre colombaia di ponte e baluardi. Anno della Salvezza 1607”.

Da questo ambiente è possibile andare ai piani superiori tramite una scala o andare al cortile, superando una porta con un portale in travertino.

Osservando tutta la costruzione che si articola attorno al cortile ci si accorge che l’evoluzione della stessa è avvenuta in tempi molto lenti; traspaiono, infatti, nettamente, dando anche uno sguardo fugace, le molteplici trasformazioni apportate dall’uomo in tutte le sue esperienze tecnologiche.

A piano terra, visitando quelle che furono le celle, situate sul lato sinistro del cortile, si nota nelle pareti, che per eccessiva umidità, hanno perso l’intonaco, l’uso di materiali diversi che permettono un’attenta lettura che ci consente di distinguere l’originale e l’aggiunto.

Queste celle (se ne contano sette) sono piccole, basse, molto umide e si affacciano sul mare tramite una piccola finestra che attraversa un muro di notevoli dimensioni. Esse contengono

 

un vaso alla turca

sistemato da un muretto basso.

 


Al secondo ambiente si accede sempre dal cortile, nel suo interno si notano, dietro un intonaco fatiscente, tracce di finestre e di una porta murata e due finestre che danno sul cortile. Di fronte a noi è possibile notare sulla destra una

piccola chiesetta

   

altare e tetto

avente una porta sormontata da una finestra ad arco acuto. L’interno è completamente devastato; restano tracce dell’altare, mentre sulla destra una piccolissima porta permette di andare in un ambiente usato come sacrestia dove si evidenzia una finestra che riaffacciava nella chiesa, e due porte ora murate, di cui una permetteva di andare all’esterno e l’altra in ambiente vicino.

Pianta del primo livello : percorso verso destra
Chiesa , sacrestia e a fianco locale per le guardie


 

ancora si nota una:

grande cella

avente sullo sfondo una scala di otto gradini che permette l’affaccio al mare dell’unica finestra esistente.

                          Pianta del primo livello: cella grande a fianco alla Chiesa

Inoltre, sia nella parete sinistra che in quelli di destra esistono i segni di due ipotetiche aperture. Vicino alla porta d’ingresso si sviluppa una scala alla trapanese che permette l’accesso al piano superiore. Superati questi 19 gradini ci troviamo a dover scegliere uno dei percorsi che si presentano. Scegliendo il percorso di destra ci troviamo su di un piccolo ballatoio che tramite una scala ci porta ad una quota superiore ove si trova un

cortile (di fronte, sotto la scala a sinistra docce e lavabi; a destra accanto alla scala, ingresso alla grande cella, e più a destra l’ingresso alla chiesa, più a destra ancora, alloggi delle guardie)

dalle ridotte dimensioni. Attorno ad esso si sviluppa una serie di vani adibiti ad infermeria di recente costruzione

 

il cortile durante una cerimonia, le celle, il ballatoio negli anni ’60, in fondo la porta della grande cella

 


 

 Sullo stesso insiste un’altra scala alla trapanese che ci porta al terzo livello che ospitava il personale addetto ai carcerati. Il percorso di sinistra si svolge su un lunghissimo

ballatoio

 

sorretto da grosse mensole di calcare grigiastro. Su di esso si aprono otto porte sormontate da finestrelle che immettono in altrettante celle, aventi le stesse caratteristiche di quelle che si trovano al piano terra.

Pianta del primo livello: celle sul ballatoio

 

Pianta del primo livello: celle nel cortile sopra e sotto il ballatoio

ballatoio visto dall'alto

Superato il ballatoio ci troviamo di fronte ad una scala che conduce al livello superiore..


 

Quest’ultimo era la

dimora del comandante

e presenta le stesse caratteristiche del livello sopra descritto. Da questa quota si dipartono due scale: una di esse immette in una terrazza, l’altra invece immette in un percorso che si sviluppa sull’inero perimetro dell’edificio. Per visitare la seconda ala del castello bisogna tornare al portone d’ingresso e scegliere il percorso di sinistra a cui avevamo accennato. La prima cosa che si nota è un ambiente adibito a parlatoio da cui si diparte un lungo tunnel probabilmente usato come rifugio bellico o deposito di munizioni. Da questo percorso, inoltre, si può visitare tramite una scala, l’altra parte del complesso, mentre attraversando un cunicolo si visita tutta la parte bassa dell’edificio di realizzazione spagnola. Al termine di questa piccola scala alla trapanese inizia una grande scalinata che immette in un ambiente che permetteva, prima che crollasse il pavimento, di raggiungere la torre. Da qui si scende, tramite un’altra scala molto logorata dal tempo, al terrazzo della bassa costruzione spagnola. Questa apertura non è coeva alla torre. Dal cunicolo si arriva in un ambiente dove si trovano tre possibili percorsi. Il primo, sulla sinistra, ci consente di visitare, dopo aver superato due scale, nove piccole cellette dalle dimensioni di m. 2,00 x 2,00, in ognuna delle quali si trova un

   

giaciglio in pietra

Il percorso centrale dopo aver superato una porta avente mostre in travertino, immette in un cortile diviso in due da un muro, che si raggiunge dopo aver disceso una scala di sei gradini in cemento. Su questo cortile si affacciano,oltre ad una

   

piccola chiesa triangolare e il suo interno

 

 


cortile(n.7)

 

cinque celle

Pianta del primo livello: percorso verso sinistra nn. 8,9,10,11,12 - celle, n. 7 – cortile, n.15- chiesetta triangolare. Locali in basso a destra: uffici ed alloggi delle guardie. In alto a destra due celle d’isolamento e vi è stato scavato un pozzo. Nel muro divisorio vi è una porta che immette nell’altra metà del cortile dove sono ubicate la cucina, una cisterna, un ambiente dove sono collocate le docce e le pilozze, quattro celle di cui una contenente un giaciglio di pietra, e raggiungibile dopo aver superato dieci gradini.

cortile interno (n.6)

Pianta del primo livello:percorso verso sinistra n. 6 cortile - n. 13- cucina e cisterna - n. 14- docce e pilozze nn. 1,2,3,4,5 – celle


 

 

Pianta del secondo livello: nn. 1,2,3,4,5,6,7,8 celle - n. 9 infermeria

Pianta del terzo livello

 

un terrazzo

Tutti gli ambienti sopradescritti sono illuminati ed aerati da porte e finestre parentesi sul cortile.
Dalla nostra illustrazione è possibile constatare che le tre originarie possibilità d’accesso alla torre sono ora precluse perché murate; ma dal nostro studio abbiamo accertato che l’accesso alla torre è attualmente possibile da una finestra che si trova al di sopra del solaio dell’ultimo livello dell’ala destra.
E proprio da questa finestra, scavalcando l’alto davanzale (m. 1,50), possiamo raggiungere l’interno, quindi essere in grado di rilevare ed illustrare ..........

 

 


 

le caratteristiche interne della torre

L’interno di questa richiama fedelmente l’esterno. Esso è , infatti, di forma ottagonale ed ai suoi vertici sono collocati enormi pilastri, sicuramente trasformazioni di membrature originarie, su cui poggiano in sommità grandi

 

travi di legno

enormi pilastri che sostengono i solai

i livelli del dongione(torre)

Il primo livello ha tre finestre di cui una si affaccia al prospetto nord e le altre due al cortile destro.

L’ingresso e le finestre della torre

L’originaria pianta ottagona è stata frazionata ricavando con tramezzatura alta circa m. 2,00 tre servizi igienici preceduti da ampio disimpegno.


 

La parte rimanente è stata divisa con tramezzature a tutta altezza allo scopo di ricavare un ampio locale disimpegnato rispetto alla scala di accesso al livello superiore e dal quale mediante cinque gradini, ricavati modificando presumibilmente una originaria apertura, si accede al primo livello dell’ala destra del complesso.
Risulta facile intuire che con la trasformazione di altra apertura sul lato est della torre si sia creata la comunicazione tra questo livello e l’ala sinistra e cioè con gli ambienti che presentano sul prospetto nord le ampie finestre ad arco acuto e l’assurda porticina (oggi tompagnata) che immetteva nelle rampe in ferro della scala ancora esistente, creata per un rapido collegamento col piano terra.

Superata una rampa di scale compresa fra la parete della torre e un tramezzo che la racchiude si arriva al secondo livello. Questo ha le stesse caratteristiche del primo. In esso si trovano la finestra che ha permesso l’entrata, una finestra che si affaccia sul prospetto principale e un’altra che da sul cortile destro.
Tramite una scala di cui ogni gradino è formato di due blocchetti di calcarenite incastrato a muro si accede al terzo livello. Questo ha una copertura del tipo a

    

volta stellare costonata

con delle nervature che si dipartono da ogni angolo dell’ottagono e convergono al centro di esso.

Un’altra

scala

che si sviluppa dentro uno stretto budello, coperto da mensoloni di calcarenite, consente di raggiungere la sommità della torre.

In epoca posteriore è stato realizzato un posto si osservazione della stessa forma della torre (ottagonale) contenente all’interno una scala a chiocciola che permette l’accesso alla sommità estreme della torre ove è collocata un’antenna che serviva da rice-trasmittente.

al posto della lanterna


MATERIALI

Le fondazioni sulle quali insiste l’intero complesso sono del tipo continuo realizzate con pietrame secco, usato solo in quelle parti ove lo scoglio presentava degli avvallamenti. Il resto poggia direttamente sullo scoglio che è interamente di calcare grigiastro molto duro formatosi nel periodo del Lias.

La struttura portante esterna è stata prevalentemente realizzata con questo materiale misto a calcarenite giallo-scuro, fortemente compatta di svariate dimensioni.
Esso si presenta sotto forma di massi così come si trovano in natura o debitamente sbordati. Il suo spessore medio e di m. 2’00 ed è possibile notare in alcuni punti il metodo usato per la sua realizzazione.
Ci troviamo in presenza di una rudimentale muratura a cassetta che presenta i parametri in pietra calcarea ed il nucleo centrale vario con predominanza di sfabbricidi e materiale informe.

All’interno, tranne alcuni muri, al piano terra, che hanno le stesse caratteristiche di quello esterno, tutte le pareti portanti sono state realizzate in calcarentite bianco-friabile. La costola poggia su due filari di calcare bianco-grigiastro da taglio del Lias dalle dimensioni di m. 1,17 x 0,50 posto su due file. Sopra questo cordolo sono posti calcareniti giallo-scuro, fortemente compatti dalle dimensioni di m.1,00 x 0,36 alla base ed agli angolo, mentre n. 0,50 x 0,25 (di fascia) e m. 0,25 x m. 0,25(di punta) per la rimanenza del muro.

L’esterno della torre è realizzato con calcarenite fortemente compatto e con calcarenite friabile per la rimanenza della sua altezza. Le coperture sono del tipo volta a botte al piano terra ed al primo livello del complesso e nella batteria inferiore tranne la chiesa dell’ala destra dove si trova un solaio retto in legno.
Con una controsoffittatura in parte crollata, realizzata con canne intrecciate rivestite di intonaco.
Quest’ultimo solaio è possibile notarlo anche al terzo livello del complesso. I solai dei primi due livelli della Torre sono di legno a doppia nervatura ove si trovano travi portanti di dimensioni m. 0,28 x 0,25su cui poggiano dei listelli che sopportano segati di tufo dalle dimensioni di m. 0,25 x 0,50 x 0,08.

Sopra di essi è stato posto del massetto dello spessore di cm. 10 ricoperto da un pavimento realizzato con cemento misto a pietrisco. L’ultimo livello della medesima è stato coperto da una volta stellare costolonata con delle nervature che si dipartono da ogni angolo dell’ottagono e convergono al centro di esso. Dato il suo notevole peso è stata suddivisa in settori con arconi il cui spessore maggiore va al di sopra dell’intradosso e gli spicchi che ne risultano, fusi sferici, vengono portati da questi.


 

A completamento di questo itinerario che, sotto certi aspetti, ha fatto “vedere” la Colombaia come era, alcuni anni fa e come è oggi, abbiamo voluto aggiungere altre immagini realizzate in tempi più recenti per dimostrare, ancor più, la crudezza dei fatti (o dei misfatti).

Corridoio con celle

Porta sinistra del Bastione



sotto il Bastione

Passaggio interno

 

 

cunicolo

particolari

la guardiola all'arrivo

 

resti di una colonna

scale verso il terzo livello

Questa iscrizione di valore storico che era scritta sulla parete del primo atrio, quasi sopra la cappella non esiste più perchè logorata dalle intemperie diceva:

L’ORGOGLIOSO MOTTO SQUADRISTA ME NE FREGO SCRITTO

SULLE BENDE DI UNA FERITA E’ UN ATTO DI FILOSOFIA

SOLTANTO STOICA. E’ IL SUNTO DI UNA DOTTRINA NON

SOLTANTO POLITICA. E’ L’EDUCAZIONE AL COMBATTIMENTO.

E’ UN NUOVO STILE DI VITA.

 


Pubblicazione a cura dell'Associazione  Salviamo la Colombaia

 

 

 

Appello

Possiedi foto, quadri, filmati, documenti o ricordi che riguardano la Colombaia?
Contatta il Luigi Bruno - Presidente dell'Associazione Salviamo la Colombaia - Cell. 339/8002539
oppure invia una segnazione tramite mail dalla pagina dei contatti sul nostro sito.